04 settembre 2005 —
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sezione: L'Aquila
LAQUILA. Si dicono sdegnati e bollano la vicenda relativa alla sicurezza dellospedale, come «un caso pretestuoso alimentato senza riguardo per la città e per il suo futuro». A scendere in campo sono i sindacati dei medici e dei dirigenti Asl secondo i quali «in questa vicenda cè chi ha confuso problematiche relative al possesso di certificazioni burocratiche (agibilità) con sicurezza e accreditamento».
Dunque sul San Salvatore è muro contro muro. Da una parte il direttore sanitario della Asl Umberto Giammaria, che ha sollecitato la rimodulazione dellappalto concorso da 23 milioni di euro, con il ripristino degli interventi «prioritari» per la messa in sicurezza del San Salvatore, dallaltra il management della Asl e le organizzazioni sindacali di medici, dirigenti e personale sanitario. «Hanno tacciato in maniera irresponsabile» sostengono i sindacati dei medici e dei dirigenti sanitari «di pericolosità un ospedale pubblico per il mancato completamento di tunnel di percorso. Senza tener conto che gli stessi organi tecnici della Asl (collegio di direzione) avevano messo agli ultimi punti di priorità tali opere e che di fatto nessun evento pericoloso si è mai realizzato e che nessuno, con dati certi, può affermare che nel nostro ospedale vi siano, rispetto ad altri, maggiori pericoli di infezioni, di infortuni o malattie professionali».
Ma i medici vanno oltre. «Il dubbio» dicono «è che la vicenda possa nascondere interessi che riguardano le priorità definite nellappalto, quali la Riabilitazione e la Diagnostica per immagine. Tecniche ed interventi, sui quali si concentrano alcuni forti interessi economici della sanità, che possono essere eseguiti pure in strutture non dotate di reparti di emergenza». Poi il capitolo legato allUniversità. «Sorprende» si legge ancora nel documento dei medici e dei dirigenti sanitari «la posizione della facoltà di Medicina, quando esprime preoccupazione per la presenza degli studenti in ospedale, sulla base di notizie che non scaturiscono da unanalisi dettagliata dei fatti. Cosa che ci si dovrebbe aspettare da una struttura di così importante rilievo, essendo a conoscenza, peraltro, che anche i suoi locali adiacenti lospedale sono privi delle certificazioni di sicurezza e di agibilità».
Da qui la richiesta ai rappresentanti istituzionali e politici, (quelli che finora non sono ancora intervenuti) ad aprire un dibattito pubblico su questi gravi problemi». Nel documento i sindacati si dicono «solidali con la Cisl quando denuncia, toccando argomenti forti, una irreversibile decadenza non solo della sanità pubblica - alla quale come medici non vogliamo assolutamente rinunciare - ma di tutta la nostra città. E nostro obbligo morale affermare, al contrario di chi ha creato allarmismo, la sicurezza del nostro ospedale e la necessità di salvaguardarlo come patrimonio collettivo. Il tutto auspicando che giungano a completamento le opere finanziate e appaltate che» concludono medici e dirigenti «tendono a fornire più servizi e prestazioni di qualità».
Immediata la replica di Giammaria. «Stanno sollevando un polverone forse per evitare che si entri nel merito di un appalto concorso che non aiuta questo ospedale. Posso solo aggiungere che ciò che i colleghi dicono non trova riscontro nel collegio di direzione che avrebbe dovuto esprimersi sulle variazioni apportate allappalto». (m.m.)