ARCHIVIO il Centro dal 2003

Sicurezza in ospedale, appello al sindaco

 L’AQUILA. Uno scontro ormai insanabile, con il manager della Asl Mario Mazzocco e il direttore sanitario Umberto Giammaria che comunicano tra loro solo attraverso “note” ufficiali e al vetriolo. Pomo della discordia la delibera relativa all’appalto concorso per 23 milioni di euro. Per Giammaria «un atto da revocare, perché tra gli interventi previsti non ci sono quelli urgenti per la messa in sicurezza dell’ospedale». Diametralmente opposta la posizione del manager, secondo cui «il San Salvatore è una struttura sicura». Una diatriba senza precedenti, con Giammaria che ora ha chiamato in causa anche il sindaco Tempesta.
 «L’ospedale di Coppito» ha esordito Giammaria in una lettera inviata ieri al primo cittadino «è esposto al rischio di incendio e non è indenne da infezioni evitabili solo con il completamento delle opere, già strutturalmente esistenti, richieste dal Collegio dei sanitari nell’aprile del 2003. Opere inserite nel bando di appalto-concorso da 23 milioni di euro, di cui tanto ormai si parla, ma poi scomparse nel momento dell’aggiudicazione dei lavori».
 «Ho cercato» ha aggiunto Giammaria nella nota al sindaco «di convincere l’apparato tecnico-burocratico di questa Asl a tornare sui propri passi e ad agire tempestivamente, almeno per quel che riguarda lo spostamento di ottomila litri di prodotti infiammabili dalla farmacia e dal reparto di anatomia patologica in box da realizzare fuori la struttura ospedaliera. Ma le mie parole, come pure le richieste ufficiali che da un mese vado inoltrando (da quando cioè abbiamo potuto verificare con un sopralluogo la fondatezza di tali pericoli), sono cadute nel vuoto. Anzi, venerdì il manager mi ha comunicato che, al riguardo non ho poteri di ordinanza. Che non posso dare ordini all’ufficio tecnico. Ciò è vero e di questo sono cosciente, se non altro perché per circa vent’anni sono stato il sindaco di un piccolo comune. Perciò mi rivolgo a lei, chiedendole di intervenire - lei che ha l’autorità per poterlo fare - anche con una “ordinanza-provvedimento” contingibile e urgente, per evitare danni concreti e rischi potenzialmente gravi a pazienti e cittadini».
 Insomma Giammaria, trovandosi nell’impossibilità di “far rispettare” l’aut aut inviato alcuni giorni fa a Fausto De Santis (responsabile progettazione, direzione lavori e appalti), a Maria Pia De Rubeis (presidente della commissione appalto concorso) e al manager Mazzocco, ha deciso di chiamare in causa il sindaco, a cui compete la responsabilità della salute dei cittadini. «Ciò» ha concluso il direttore Giammaria «anche in considerazione che L’Aquila si fregia del titolo “Città sana”, previsto dall’Organizzazione mondiale della sanità per quelle città che hanno strutture e mezzi per la tutela della salute in ogni ambito».
 Ora, dunque, il testimone passa nelle mani del sindaco Tempesta. Intanto è annunciata per martedì la conferenza stampa del manager Mazzocco, convocata proprio per rispondere al suo ormai ex “braccio destro”. (m.m.)