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«L’ospedale va messo in sicurezza»

 L’AQUILA. Anche l’ultimo controllo in ordine di tempo, effettuato appena due giorni fa, ha confermato lo «stato di criticità» in cui versa il San Salvatore: l’ospedale non è a norma, privo dei certificati di agibilità e abitabilità. La “sentenza” arriva dall’assessorato alla sanità che, sulla scorta della documentazione fornita dalla Asl dell’Aquila, ha invitato la direzione sanitaria «a provvedere subito alla messa in sicurezza della struttura». Il San Salvatore rischia di perdere i fondi trasferiti dalla Regione. Una situazione di estrema precarietà, alla vigilia del varo del nuovo piano sanitario regionale. Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e dal direttore sanitario dell’ospedale, Umberto Giammaria, a scoprire le carte è l’assessorato alla sanità, da cui è partita l’ispezione.
 «Abbiamo inoltrato la prima richiesta di documentazione all’azienda sanitaria il 14 maggio scorso», spiega Pierluigi Cosenza, dirigente dell’assessorato, «per verificare la presenza di tutti i certificati atti a dimostrare l’agibilità e l’abitabilità della struttura e la conformità degli impianti elettrici e medicali. La risposta della Asl non è stata soddisfacente. Dopo un ulteriore sollecito è stata trasmessa la documentazione richiesta da cui si evince che il San Salvatore non è a norma».
 Va chiarito subito un concetto: l’ospedale non rischia la chiusura. Ma la non conformità alle disposizioni di legge pone seri dubbi sull’accreditamento della struttura e l’erogazione dei finanziamenti regionali. E infatti, secondo la Regione, non c’è tempo da perdere: «La Asl deve attivare subito tutte le procedure per mettere a norma l’ospedale. Senza i necessari requisiti», conclude l’assessorato alla sanità Bernardo Mazzocca, che ha attivato analoghi controlli anche negli altri ospedali abruzzesi, «la struttura non può ottenere l’accreditamento».
 Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del direttore sanitario della Asl, Umberto Giammaria, che ha bocciato la delibera proposta dal manager Mario Mazzocco (con il quale è entrato in aperto conflitto) sul mega-appalto da 23 milioni di euro per l’acquisto di nuove apparecchiature medicali.
 «Soldi che vanno spesi per la ristrutturazione dell’ospedale», sostiene da alcune settimane Giammaria, «c’è il rischio concreto che la Regione blocchi l’accreditamento e che la parte clinica della facoltà di medicina venga trasferita a Chieti». Il direttore sanitario della Asl indica le priorità che andrebbero affrontare e risolte con tempestività: la sistemazione dei due piani seminterrati dell’ospedale, dove creare percorsi differenziati per lo sporco e il pulito, l’adeguamento degli ascensori e il trasferimento in locali più idonei della farmacia e di anatomia patologica.
 «Ho chiesto chiarimenti sulla vicenda alla dottoressa De Rubeis, che è tra l’altro presidente della commissione dell’appalto concorso», conclude Umberto Giammaria, «nonché al responsabile del procedimento, l’ingegner De Santis. Ma sono ancora in attesa di una risposta che tarda ad arrivare».
Monica Pelliccione