24 agosto 2005 —
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sezione: L'Aquila
LAQUILA. Anche lultimo controllo in ordine di tempo, effettuato appena due giorni fa, ha confermato lo «stato di criticità» in cui versa il San Salvatore: lospedale non è a norma, privo dei certificati di agibilità e abitabilità. La sentenza arriva dallassessorato alla sanità che, sulla scorta della documentazione fornita dalla Asl dellAquila, ha invitato la direzione sanitaria «a provvedere subito alla messa in sicurezza della struttura». Il San Salvatore rischia di perdere i fondi trasferiti dalla Regione. Una situazione di estrema precarietà, alla vigilia del varo del nuovo piano sanitario regionale. Dopo lallarme lanciato dai sindacati e dal direttore sanitario dellospedale, Umberto Giammaria, a scoprire le carte è lassessorato alla sanità, da cui è partita lispezione.
«Abbiamo inoltrato la prima richiesta di documentazione allazienda sanitaria il 14 maggio scorso», spiega Pierluigi Cosenza, dirigente dellassessorato, «per verificare la presenza di tutti i certificati atti a dimostrare lagibilità e labitabilità della struttura e la conformità degli impianti elettrici e medicali. La risposta della Asl non è stata soddisfacente. Dopo un ulteriore sollecito è stata trasmessa la documentazione richiesta da cui si evince che il San Salvatore non è a norma».
Va chiarito subito un concetto: lospedale non rischia la chiusura. Ma la non conformità alle disposizioni di legge pone seri dubbi sullaccreditamento della struttura e lerogazione dei finanziamenti regionali. E infatti, secondo la Regione, non cè tempo da perdere: «La Asl deve attivare subito tutte le procedure per mettere a norma lospedale. Senza i necessari requisiti», conclude lassessorato alla sanità Bernardo Mazzocca, che ha attivato analoghi controlli anche negli altri ospedali abruzzesi, «la struttura non può ottenere laccreditamento».
Sulla stessa lunghezza donda lintervento del direttore sanitario della Asl, Umberto Giammaria, che ha bocciato la delibera proposta dal manager Mario Mazzocco (con il quale è entrato in aperto conflitto) sul mega-appalto da 23 milioni di euro per lacquisto di nuove apparecchiature medicali.
«Soldi che vanno spesi per la ristrutturazione dellospedale», sostiene da alcune settimane Giammaria, «cè il rischio concreto che la Regione blocchi laccreditamento e che la parte clinica della facoltà di medicina venga trasferita a Chieti». Il direttore sanitario della Asl indica le priorità che andrebbero affrontare e risolte con tempestività: la sistemazione dei due piani seminterrati dellospedale, dove creare percorsi differenziati per lo sporco e il pulito, ladeguamento degli ascensori e il trasferimento in locali più idonei della farmacia e di anatomia patologica.
«Ho chiesto chiarimenti sulla vicenda alla dottoressa De Rubeis, che è tra laltro presidente della commissione dellappalto concorso», conclude Umberto Giammaria, «nonché al responsabile del procedimento, lingegner De Santis. Ma sono ancora in attesa di una risposta che tarda ad arrivare».
Monica Pelliccione