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Frane, i danni ammontano a 25 milioni

 PENNE. Sistemare le frane e gli smottamenti che hanno danneggiato le strade della provincia di Pescara costerà almeno 25 milioni di euro. E’ il dato più rilevante che è emerso ieri pomeriggio durante la riunione della commissione lavori pubblici presieduta da Enzo Di Simone, che ha esaminato le relazioni descrittive e le schede tecniche di danno degli eventi atmosferici relativi al periodo novembre 2004 e gennaio-marzo 2005. Schede, studi e preventivi di spesa che saranno portati all’approvazione del consiglio provinciale convocato in seduta ordinaria per lunedì prossimo, 2 maggio.
 Tre i punti fondamentali delle relazioni tecniche che esperti e geologi hanno consegnato alla commissione.
I COMUNI DANNEGGIATI. Nel novembre 2004 furono “soltanto” sette i Comuni della provincia di Pescara maggiormente colpiti dai danni causati dalle piogge. Il disastro vero e proprio si è registrato a gennaio 2005, dopo le nevicate che provocarono quei movimenti franosi andati avanti fino a marzo. L’area maggiormente colpita è quella vestina, soprattutto Penne. Ma anche Montesilvano, Spoltore e la Val Pescara hanno registrato danni ingenti e gravi problemi alla viabilità. Su 46 Comuni della provincia, ben 33 sono quelli che attraverso l’amministrazione provinciale hanno fatto richiesta di stato di calamità naturale alla Regione e alla Protezione civile. A questo si aggiunga che il presidente del consiglio dei ministri Berlusconi, con proprio decreto dell’11 marzo 2005, ha riconosciuto lo stato di emergenza. Il calcolo dei danni fatto dai tecnici della Provincia è di circa 25 milioni di euro. «Ma si tratta di una cifra destinata a crescere mano a mano che il tempo passa», sottolinea il presidente Enzo Di Simone.
LE PRIORITA’. La città di Penne è isolata su due fronti: la frana che ha divelto la strada statale 81 in territorio di Collemaggio e la frana che a marzo ha inghiottito la strada provinciale Penne-Arsita. Da dicembre i pennesi attendono l’intervento dell’Anas sulla statale 81. «Per Arsita è stata sistemata una strada comunale che però crea grossi disagi, perchè allunga di molto il percorso», spiega ancora Di Simone. «La Provincia ha avviato le indagini geologiche per approntare un progetto da rendere esecutivo al più presto. Per quanto riguarda la statale 81, è di competenza dell’Anas che attualmente non riesce a garantire neanche lo spostamento di terra dalla carreggiata». Le altre priorità riguardano Valle Cupa di Montesilvano (da dove sono state evacuate sette famiglie), Città Sant’Angelo (dove l’intervento è già cominciato), Villa Santa Maria di Spoltore, Castiglione a Casauria e Pescosansonesco. Ma da Abbateggio a Civitella Casanova a Pietranico il territorio è una gruviera.
LE DISPONIBILITA’. «La Provincia può garantire 10 milioni di euro», riprende Di Simone «ma prima bisognerà rimodulare il programma triennale delle opere pubbliche. Fondi insufficienti. Speriamo che nel frattempo arrivino i finanziamenti statali e che gli eventi atmosferici non peggiorino la situazione». Ieri i consiglieri di minoranza Vincenzo Berghella (Forza italia) e Lorenzo Sospiri (An) hanno chiesto la convocazione di un consiglio straordinario per discutere come affrontare l’emergenza idrogeologica in provincia.