CHIETI. Redditi abbassati ulteriormente ed una possibilità di accedere allesonero delle tasse sempre più difficile a partire dal prossimo anno accademico. Luniversità DAnnunzio ha ridisegnato i criteri di assegnazione degli sconti sulle tasse annuali. Riservati a studenti meritevoli con redditi familiari piuttosto bassi. Dalla prossima immatricolazione, bisognerà appartenere ad una famiglia che registra un guadagno annuale non superiore ai trenta mila euro per ottenere sgravi del 50% sui bollettini da intestare alluniversità di Chieti-Pescara. Decisione ratificata lunedì dal senato accademico.
Non senza polemiche. Si è assistito ad un vero e proprio braccio di ferro tra lentourage dannunziano e parte degli studenti. Questo perché in una seduta di febbraio, il senato accademico aveva deliberato lo scivolamento del reddito minimo utile a beneficiare dellabbattimento parziale delle tasse, a venticinquemila euro. Molto di meno dei trentasettemila euro di reddito annuo che hanno regolato, finora, i criteri dellesonero delle tasse, di prima fascia, alla DAnnunzio. Una presa di posizione discutibile passata al vaglio del senato degli studenti. Che la scorsa settimana ha formulato una proposta alternativa al senato accademico. Fissando il reddito minimo per lesenzione del 50% delle tasse, a trenta mila euro. Una mediazione approvata dalla maggioranza degli studenti e, di rimando, dal Senato accademico. Ma non dalla lista universitaria studentesca 360º. Che, dopo aver votato contro il documento stilato dal senato degli studenti è decisa a passare al contrattacco. «Stiamo stampando diecimila volantini per far sapere a tutti lingiustizia studiata a tavolino dai vertici della DAnnunzio. E assurdo», tuona Fabio Stella, portavoce della lista 360º, «restringere ulteriormente il diritto allo studio, specie in ununiversità in cui le tasse sono alte a fronte dei pochi servizi offerti agli studenti. Basti pensare alle pochissime aule dinformatica ed alla scarsa ricettività delle biblioteche». Inoltre la lista 360º rimarca come adesso la DAnnunzio avrà meno fondi in uscita e più introiti. «Il rettore nella delibera del senato accademico di febbraio, aveva ipotizzato di destinare dei soldi al fondo delle 150 ore», riprende Stella, «riservato agli studenti che lavorano allinterno dellateneo. Ma quel fondo non è mai stato utilizzato quindi mi sembra un semplice contentino». La lista 360º ha sempre chiesto che i criteri di esonero dalle tasse, diluiti in tre fasce, restassero immutati. In particolare per la prima, la più bisognosa. «Purtroppo anche gli altri rappresentanti degli studenti non sono stati capaci di far valere i nostri diritti», incalza Stella, «arrivando ad un compromesso che, a nostro avviso, era nelle intenzioni iniziali del senato accademico. Ma non ci arrenderemo». Difende le scelte Ilias Tsilividis, di Azione universitaria. «La mediazione era dobbligo e poi le percentuali di sconto sono rimaste quasi invariate per la seconda e terza fascia di esonero».
Jari Orsini