ARCHIVIO il Centro dal 2003

Tasse e sconti, più difficile essere esonerati

 CHIETI. Redditi abbassati ulteriormente ed una possibilità di accedere all’esonero delle tasse sempre più difficile a partire dal prossimo anno accademico. L’università D’Annunzio ha ridisegnato i criteri di assegnazione degli sconti sulle tasse annuali. Riservati a studenti meritevoli con redditi familiari piuttosto bassi. Dalla prossima immatricolazione, bisognerà appartenere ad una famiglia che registra un guadagno annuale non superiore ai trenta mila euro per ottenere sgravi del 50% sui bollettini da intestare all’università di Chieti-Pescara. Decisione ratificata lunedì dal senato accademico.
 Non senza polemiche. Si è assistito ad un vero e proprio braccio di ferro tra l’entourage dannunziano e parte degli studenti. Questo perché in una seduta di febbraio, il senato accademico aveva deliberato lo scivolamento del reddito minimo utile a beneficiare dell’abbattimento parziale delle tasse, a venticinquemila euro. Molto di meno dei trentasettemila euro di reddito annuo che hanno regolato, finora, i criteri dell’esonero delle tasse, di prima fascia, alla D’Annunzio. Una presa di posizione discutibile passata al vaglio del senato degli studenti. Che la scorsa settimana ha formulato una proposta alternativa al senato accademico. Fissando il reddito minimo per l’esenzione del 50% delle tasse, a trenta mila euro. Una mediazione approvata dalla maggioranza degli studenti e, di rimando, dal Senato accademico. Ma non dalla lista universitaria studentesca “360º”. Che, dopo aver votato contro il documento stilato dal senato degli studenti è decisa a passare al contrattacco. «Stiamo stampando diecimila volantini per far sapere a tutti l’ingiustizia studiata a tavolino dai vertici della D’Annunzio. E’ assurdo», tuona Fabio Stella, portavoce della lista 360º, «restringere ulteriormente il diritto allo studio, specie in un’università in cui le tasse sono alte a fronte dei pochi servizi offerti agli studenti. Basti pensare alle pochissime aule d’informatica ed alla scarsa ricettività delle biblioteche». Inoltre la lista 360º rimarca come adesso la D’Annunzio avrà meno fondi in uscita e più introiti. «Il rettore nella delibera del senato accademico di febbraio, aveva ipotizzato di destinare dei soldi al “fondo delle 150 ore», riprende Stella, «riservato agli studenti che lavorano all’interno dell’ateneo. Ma quel fondo non è mai stato utilizzato quindi mi sembra un semplice contentino». La lista 360º ha sempre chiesto che i criteri di esonero dalle tasse, diluiti in tre fasce, restassero immutati. In particolare per la prima, la più bisognosa. «Purtroppo anche gli altri rappresentanti degli studenti non sono stati capaci di far valere i nostri diritti», incalza Stella, «arrivando ad un compromesso che, a nostro avviso, era nelle intenzioni iniziali del senato accademico. Ma non ci arrenderemo». Difende le scelte Ilias Tsilividis, di Azione universitaria. «La mediazione era d’obbligo e poi le percentuali di sconto sono rimaste quasi invariate per la seconda e terza fascia di esonero».
Jari Orsini

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • + Altri risultati