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Distretto sanitario ancora chiuso

 CEPAGATTI. E’ ancora inagibile il nuovo distretto sanitario di Cepagatti. Inaugurato con una manifestazione in grande stile nel giugno dello scorso anno, nella palazzina di via Piano Ripa costruita per ospitare 40 posti letto per l’assistenza degli anziani, non sono stati nemmeno trasferiti gli ambulatori e gli sportelli del vecchio presidio Asl di via Unesco, l’ospedaletto ex centro anti-tubercolare, angusto e non più a norma. Per autorizzare l’apertura del nuovo stabile, il Comune deve dare l’okay per l’agibilità. Non se ne parla quindi prima di qualche settimana. In questi giorni i tecnici dell’azienda sanitaria hanno inviato all’amministrazione di Cepagatti i documenti per la pratica e il relativo nulla osta.
 «Cercheremo di fare il più presto possibile i procedimenti di nostra competenza», afferma il sindaco Michele Cantò. «Il fatto è che il dipartimento d’igiene della Asl ha formulato delle prescrizioni sul fabbricato all’ufficio tecnico della stessa azienda sanitaria. Hanno dovuto rivedere il progetto per aggiungere degli interventi, piccoli aggiustamenti, che durante i lavori non erano previsti. Non è una nostra responsabilità. Non appena porteranno tutte le carte, sarà rilasciato il certificato d’agibilità».
 Le modifiche si sono rese necessarie perché l’edificio è stato progettato, e realizzato, nel rispetto dei criteri imposti dalla legge per una residenza sanitaria assistenziale (Rsa), e non per ospitare il presidio con ambulatori e guardia medica che sono invece servizi aperti al pubblico, con una normativa diversa.
 Per il distretto, la Asl di Pescara ha messo a disposizione 650 metri quadrati, in due piani del palazzo, collegati con ascensori. Le prestazioni previste: ecografia, cardiologia, chirurgia generale, neurologia e neurochirurgia, dermatologia, ortopedia, allergologia, urologia, oculistica, odontoiatria, otorinolaringoiatra, ginecologia, psichiatria, psicologia, ortodonzia. Sarà inoltre possibile effettuare prelievi per le analisi.
 Dovrebbero entrare in funzione il centro unico per le prenotazioni (Cup), il servizio di medicina preventiva, la profilassi vaccinale, polizia mortuaria, medicina veterinaria, assistenza domiciliare integrata, guardia medica e medicina legale. Si tratta di un polo sanitario destinato ad essere ulteriormente potenziato perché, stando ai programmi attuali della Asl, dovrebbe diventare il centro dei servizi assistenziali di riferimento dell’area metropolitana. Per adesso però, a quasi un anno dal taglio del nastro e dalla benedizione che fu chiamato ad impartire l’arcivescovo Cuccarese, continuano a mancare le carte per l’attivazione del mini-ospedale. Oltre all’apertura del distretto, nel palazzo i vertici della Asl non sembrano aver rinunciato alla realizzazione della Rsa nei locali che non saranno occupati dal poliambulatorio. Tant’è che non ci sono, perlomeno presentati ufficialmente, progetti alternativi per l’utilizzo degli ambienti liberi. Con tanti spazi disponibili in via Piano Ripa, gli utenti di Cepagatti e dintorni sono comunque ancora costretti, per le solite trafile burocratiche,a recarsi nel vecchio ospedaletto. (g.d.l.)