ARCHIVIO il Centro dal 2003

Agricoltori, no ai bollettini

 SAN GIOVANNI LIPIONI. Agricoltori sul piede di guerra nell’alto Vastese. Puntuali, come ogni anno, sono stati recapitati nelle loro abitazioni i bollettini del consorzio di bonifica sud. Ammonta a dieci euro circa l’importo da versare per irrigazione, lavori e altri servizi dei quali, però, non hanno mai usufruito. Il malcontento è generale e la storia si trascina da troppo tempo. Al balzello, hanno deciso di dire no per quest’anno. «Perché pagare per dei servizi “fantasma” di cui altri godono?»: in tanti si sono posti questa domanda innescando una sorta di rivolta collettiva.
 A Celenza, a San Giovanni Lipioni e in altri comuni dell’Alto vastese, i coltivatori si sono riuniti ed è venuto fuori che quei 10 euro e poco più non li vuol versare proprio nessuno.
 A San Giovanni, a sostegno della categoria, si è schierata anche l’amministrazione comunale. Il consiglio ha approvato una delibera con la quale si intima il Consorzio a non emettere più queste bollette. «La lamentela è diffusa», dice il sindaco, Angelo Di Prospero, «la somma riferita alle particelle catastali, seppure non eccessiva, va a gravare sulle tasche dei contribuenti che sono stanchi di dover sempre pagare. I campi non vengono irrigati, perché dovrebbero effettuare quel versamento? E questo è solo uno dei disservizi lamentati», fa notare il primo cittadino.
 Non è escluso che la protesta, partita dal piccolo comune dell’entroterra, possa coinvolgere anche gli altri centri vicini oltre alle associazioni e ai sindacati di categoria.
 Al consorzio di bonifica poco prima di Natale si sono svolte le elezioni per nominare il presidente. Un appuntamento atteso dai soci che per tanto tempo hanno auspicato una democratizzazione del Consorzio. Il nome espresso dalle associazioni di categoria è stato quello di Giuseppe Torricella (Ds) che aveva già ricoperto l’incarico di commissario regionale fino al giugno 2002. La gestione è stata poi affidata a Giuseppe Dolce, altro commissario in quota all’Udc. Ora, tra le prime questioni che il nuovo Cda dovrà affrontare, potrebbe esserci proprio quella delle bollette di 10 euro.