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Il Vastese torna nella morsa del freddo

 VASTO. La neve è tornata a cadere sui comuni montani del comprensorio. Anche Vasto ieri mattina si è svegliata sotto i fiocchi. Nell’interno la bianca coltre alle 12 aveva già raggiunto i 50 centimetri di altezza. Di nuovo isolata la frazione Vallone a Schiavi d’Abruzzo. La colonnina di mercurio è scesa sotto lo zero a Schiavi, Castiglione, Casteguidone, Celenza, Torrebruna, Fraine, favorendo la formazione del ghiaccio nelle strade. E il peggioramento delle condizioni climatiche ha rimandato di 24 ore la riapertura della Fondovalle del Trigno e costretto i pescatori a restare in porto.
 ALTO VASTESE. Non accenna ad allentarsi la morsa del gelo che da una settimana ormai provoca disagi alla popolazione del Vastese montano. A Schiavi dove è ripreso a nevicare durante la notte, dalle 7 di ieri gli spalaneve del Comune sono entrati in azione per liberare le strade. Si circola ovunque, ma le temperature troppo rigide hanno spinto gli organizzatori della parata carnascialesca a rinviare i festeggiamenti a martedì.
 Circa venti i centimetri di neve caduti a Scerni, Fraine, San Buono, Guilmi, Carpineto Sinello, Monteodorisio e Gissi.
 Ancora tante le chiamate arrivate al centralino dei vigili del fuoco di Vasto. La protezione civile ha dovuto riaccompagnare a San Buono un paziente appena dimesso dall’ospedale San Pio di Vasto.
FONDOVALLE TRIGNO. Slitta di un giorno a causa della neve la riapertura della Trignina tra San Giovanni Lipioni e Roccavivara. Le avverse condizioni meteo hanno intralciato il lavoro dell’Anas che, per andare incontro alle esigenze dei residenti della vallata e dopo le proteste dei sindaci dei Comuni interessati, ha disposto la sistemazione temporanea di una rete paramassi sul muro pericolante che delimita l’arteria.
 La strada sarà riaperta a senso unico alternato in attesa di un intervento di consolidamento più sostanzioso.
 Salvo altri imprevisti, domani mattina gli autobus dei pendolari e degli studenti diretti a Vasto potranno percorrere nuovamente la Statale 650. Interrotto ancora il passaggio più interno sul fiume Trigno.
MARINERIA FERMA. Pescherecci all’ancora a Punta Penna. Il forzato riposo dura ormai da una settimana. Non è solo il settore agricolo ad aver subito gravi danni a causa del gelo. Il maltempo sta mettendo in ginocchio anche la pesca. Inevitabili le ripercussioni sui consumatori. Il pesce è poco e quello che c’è è più caro.
 Ma a Punta Penna un po’ tutte le attività mercantili hanno subito rallentamenti. Il vento infatti non facilita le operazioni di carico e scarico delle merci. Dopo tre giorni di stop, con estrema cautela sono stati comunque scaricati ieri mattina i filtri da 12 metri e i refrigeranti destinati alla centrale turbogas in costruzione a Termoli.
Paola Calvano