17 dicembre 2004 —
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sezione:
Lettere
Leggi salva potenti
il vero scandalo
SIGNOR direttore, lelenco dei provvedimenti legislativi assunti dalla coalizione del centro-destra a difesa esclusiva delle fedine penali del cavaliere e dei suoi collaboranti dalto bordo si allunga a dismisura.
In questi anni di governo non si è parlato daltro.
Siamo arrivati alla vergognosa e incostituzionale pseudo-riforma dellordinamento giudiziario che metterà la parola fine allindipendenza della magistratura italiana, una mordacchia agli stessi giudici privandoli dei più elementari diritti civili ed istituendo (su proposta diretta del cavaliere) i test psico-attitudinali per laccesso alla carriera di magistrato.
Fini, neo ministro degli Esteri, e vice presidente del Governo, scrive a Pera e Berlusconi per sollecitare lapprovazione del mandato di arresto europeo, dopo che questo governo ed il suo ministro-ingegnere padano hanno fatto limpossibile per boicottare questa ed altre iniziative europee contro la criminalità.
Lultimo atto è un guazzabuglio di norme, spacciate come strumento indispensabile per combattere la criminalità nelle quali è stato infilato in fretta e furia un emendamento salva-Previti.
Riemergono, così, i nomi dei Cirami, Cirielli, Schifani, e tanti altri oscuri e impronunciabili legulei, che sembrano venir fuori da un fumetto degli anni cinquanta, ma in realtà assomigliano fin troppo ai personaggi di profetico romanzo di Orwell, la Fattoria degli animali!
Giovanni Di Nino Sulmona
Quella di Andreotti
una visita poco gradita
SIGNOR direttore, LAquila - come ognun sa - è una città in declino, come pure tutto LAbruzzo ininterno.
Dopo le polemiche sulla Perdonanza, si avvicina un evento non grandioso, ma pur sempre inutile.
In occasione della Festa di S.Agnese, patrona dei pettegoli e delle lingue lunghe, è stato invitato lImmarcescibile senatore Giulio Andreotti.
Il quale, ovviamente, non si è certo fatto pregare, e ha aderito subitaneamente alliniziativa.
Lanno scorso venne Cossiga; per questanno ci dovremo anche sorbire le spiritosita e le barzellette del Divo Giulio.
A me sembra che la venuta di Andreotti (a parte ogni considerazione di carattere politico) sia uno schiaffo ed uno sgabo fatto ai danni di tanti disoccupati e cassintegrati che ci sono nel capoluogo.
Panem et circenses.
A casa mia - in tempi di vacche magre, - si cercava di eliminare il superfluo. Almeno quello piu pacchiano.
Vorrei che gli uomini politici che pretendono di governarci avessero il buon senso della serva (come si diceva una volta, ma se preferite il buon senso della Colf) di eliminare questa venuta alquanto inopportuna.
Giuseppe Antidormi LAquila
La finanziaria del governo
un vero camaleonte
GENTILE direttore, la Finanziaria berlusconiana non finisce mai di stupire: oltre ad avvantaggiare fiscalmente i più ricchi, ora la babele farsesca del dare e dellavere, del togli e del metti diventa camaleontica. La legge, infatti, in pochi giorni ha cambiato pelle, inasprendo bolli, imposte indirette e locali e restituendo a Regioni, Province e Comuni la potestà di imporre ed inasprire addizionali, estimi catastali ed ICI.
Il fatto, mi sia permesso, ha dellincredibile: da una parte si inneggia ad una virtuosa diminuzione delle tasse, (quanto mai fantomatica e risibile), dallaltra si stanga senza alcuna pietà e a macchia di leopardo, con balzelli e gabelle che vadano a colmare in parte lenorme voragine del debito pubblico creata in tre anni di nefaste scelte e strategie di politica economica.
Più che creativa questa Finanziaria si dimostra distruttiva, complica invece di risolvere, impoverisce e umilia le classi più deboli a favore delle più ricche, smantella e avvilisce presidi sociali importanti quali la scuola, la sanità, le politiche ambientali, le politiche del lavoro e per la terza età. Va in onda, ancora una volta, la rappresentazione tragicomica di un governo che non governa, che campa alla giornata, che vive di espedienti e mezzucci, che mostra ormai tutte le sue incapacità e le sue incongruenze. La coperta, già corta da tempo, si è ulteriormente accorciata e mette in mostra, ahimè, il corpo camaleontico della finanziaria berlusconiana con tutte le sue vergogne.
Antonio Taraborrelli Pescara
La maggioranza non
è sempre democrazia
SIGNOR direttore, se tutti gli uomini scegliessero la pornografia, il mercato divinizzato dai contemporanei si sentirebbe autorizzato ad affermare che questa è unaltra vittoria della democrazia.
Se tutte le donne decidessero di prostituirsi, sarebbe inevitabile eleggere il meretricio a «valore democratico».
Ormai è solo il numero a decidere; non solo nelle urne, ma sempre più nelle «virtù», nei «valori» della tribù degli uomini.
La «democrazia» sta purtroppo riducendo tutto alla maggioranza, al numero; e quello che al numero non è riducibile, viene espunto dalla consapevolezza delluomo. Non viene fatto esistere.
Così impoveriamo la nostra vita, e celebriamo la nostra povertà come una grande vittoria.
Non ci interessa più un fondamento alto, nobile, celeste per la nostra identità; ci bastano i nostri simili: gli eroi televisivi.
Così nel tritacarne del tempo non buttiamo solo quello che per noi è troppo grande, ma anche noi stessi.
Così finalmente uccidiamo gli angeli, e possiamo raccontare agli ingenui di aver preso il posto degli dei.
Tino Di Cicco Pescara