11 dicembre 2004 —
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L'Aquila
LAQUILA. «La proposta avanzata dallassessore Vito Domenici, relativa al nuovo piano sanitario, prevede un taglio di 1100 posti letto sul territorio regionale. Un criterio che farà perdere al San Salvatore circa 80 posti letto, passando dagli attuali 540 a 460. Un forte ridimensionamento». Il segretario Ust Cisl, Gianfranco Giorgi (nella foto)
, lancia lallarme. E invita Regione e Asl al dialogo.
Il progetto iniziale, risalente a 20 anni fa, prevedeva per lospedale San Salvatore oltre mille posti letto, identificandolo come una struttura regionale.
«Partendo da questa considerazione», afferma Giorgi, «è necessario aprire subito un confronto tra Regione, Asl e sindacati sul futuro della sanità aquilana nellambito di una più ampia programmazione a livello regionale. Lassessore Domenici, invece, continua autonomamente ad assumere decisioni dannose per la sanità pubblica, che non garantiscono un adeguato servizio allutenza. Il tanto atteso osservatorio epidemiologico regionale avrebbe dovuto monitorare il territorio e individuare le priorità: una base di partenza per gli interventi sulle Asl, il potenziamento degli ospedali, distretti di base ed Rsa». Giorgi pone come prioritaria la rimodulazione della rete ospedaliera pubblica senza porre in concorrenza pubblico e privato, ma tutelando gli attuali posti del San Salvatore: «E incomprensibile», sottolinea, «che si tagli al pubblico, mentre si verifica lopposto per il privato, a cui spetta una funzione complementare. La pianificazione deve rientrare in un modello di riorganizzazione generale a garanzia di pubblico e privato». In merito allaziendalizzazione Giorgi punta sulla figura dellutente: «La legge dello Stato riorganizza il servizio sanitario e individua in Abruzzo due aziende ospedaliere, LAquila e Chieti. Sarebbe quindi il caso che i medici ospedalieri e gli universitari, storicamente in conflitto, trovino un punto di incontro che valorizzi tutte le risorse presenti. La trasformazione del San Salvatore in azienda», conclude, «deve portare solo vantaggi al cittadino e non essere vista come un potere gestionale».