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Il Giorgi al teramano André

 I minatori di una qualsiasi Marcinelle, la Varsavia degli anni Trenta, i ricordi di un nonno che torna dall’America: questo e altro nelle pagine del volume «Le vetrate di Saint Denis», la raccolta inedita di poesie che si è aggiudicata il premio letterario nazionale intitolato a Renato Giorgi.
 L’autore che si nasconde sotto lo pseudonimo di Raymond André è il teramano Remo Di Vitantonio, 48 anni, laureato in filosofia, insegnante di Lettere al liceo artistico di Teramo. Più volte segnalato e finalista al premio di poesia sacra di Sant’Egidio, vincitore del secondo premio al Paestum Pompei, Di Vitantonio, attraverso una scrittura fratturata quanto densa nei suoi versi lascia che francese, italiano, dialetto abruzzese e lingua d’infanzia si mescolino fino a trovare un linguaggio comune. La basilica di Saint Denis si trova vicino Parigi e custodisce le spoglie dei re di Francia: un trionfo di vetrate colorate con episodi della Bibbia e della vita dei santi. «Ma queste vetrate», si legge nella prefazione fatta da Mara Cini, «raccontano forse anche le storie di “dei minori” (...giovedì 17 agosto 2002, nel pomeriggio, centotrenta senza-documenti hanno occupato la basilica di Saint Denis...), di uomini che migrano per necessità, per fede, per conoscenza, per affetto. Pellegrini sempre? Uomini, al momento, non vincenti, non perdenti. Uomini sulla soglia, con i quali occorre in ogni caso condividere la fierezza della parola, le risorse duttili della lingua, il retaggio di una millenaria cultura. Sans papiers forse, ma non sans paroles».

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