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Distretto sanitario, la Regione ritrova i fondi

 MONTESILVANO. Il distretto sanitario di base (Dsb) di Montesilvano si farà. La notizia è stata riferita ieri dall’assessore comunale alle Politiche sociali Gianni Bratti. «In un incontro informale che ho avuto pochi giorni fa con l’assessore regionale alla sanità Vito Domenici, mi è stato assicurato dallo stesso che sono stati sbloccati di fatto una serie di fondi che, pur essendo nel bilancio regionale, non sono stati mai erogati», sostiene l’assessore Bratti.
 Prosegue Bratti: «Tra questi fondi pubblici che sono stati sbloccati figurano quelli destinati alla costruzione della nuova sede del distretto sanitario di base». Il sindaco Cantagallo, di concerto con l’assessore alle Politiche sociali, ha ora fissato un incontro ufficiale presso l’assessorato regionale alla sanità, per incontrarsi nei prossimi giorni sia con i dirigenti e i funzionari del settore che con l’assessore Domenici. Nell’occasione sarà approfondito l’argomento per stabilire tempi e modalità per il previsto concreto trasferimento dello stanziamento. L’iter amministrativo per costruire la nuova sede del Dsb di Montesilvano si è messo in moto nel 1995. All’epoca il consiglio comunale, su espressa richiesta della Regione, che aveva inserito in bilancio circa 2 miliardi e mezzo di vecchie lire, approvò a tempo di record la localizzazione della struttura in via Di Vittorio e, contestualmente, mise a disposizione una propria area. Il progetto, redatto su iniziativa della Regione, era già pronto nel 1995, ma di fatto non è mai decollato perchè l’opera era finanziata sulla carta senza la effettiva disponibilità delle risorse. Montesilvano quinta città d’Abruzzo rischia di diventare uno slogan, se ad esempio i servizi sanitari pubblici esistenti sono ospitati, ad oggi, in locali privati presi in affitto dalla Asl e dal Comune, che pagano il canone metà per ciascuno. Questa soluzione servì, anni fa, a superare, si disse transitoriamente, la polverizzazione delle sedi dei servizi sanitari, raggruppandole in un unico edificio. L’opinione pubblica locale invoca la dotazione di ulteriori, nuovi servizi sanitari, a cominciare da un primo pronto soccorso, nè può essere, dice ancora la gente, la vicinanza a Pescara il freno ad iniziative pubbliche di questo tipo. Il sindaco Enzo Cantagaallo, da parte sua, in una recente dichiarazione pubblica ha affermato, dopo aver fatto visita all’attuale sede del Dsb cittadino, che «c’è bisogno di una struttura al passo con i tempi e comunque più adeguata anche nella prospettiva auspicabile di ampliare la gamma dei servizi sanitari offerti alla città». Forse è la volta buona per realizzare davvero la nuova sede del distretto sanitario.
Paolo Antonilli