14 ottobre 2004 —
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Lanciano
SCHIAVI. Si infrangono sui numeri le ambizioni turistiche dei Comuni del Vastese montano. Occorrono almeno quattromila posti letto per formare sistemi turistici locali finanziabili con la legge regionale 17 del 17 maggio 2004. Da sola la Comunità montana dellAlto vastese non può farcela. Il presidente, Luciano Piluso, è rammaricato. I colleghi propongono alleanze. Il sindaco di Castiglione Messer Marino è deciso a chiedere aiuto alle vicine comunità montane di Agnone e Trivento. Il presidente del Medio vastese, Remo Carilli, ritiene più vantaggioso un abbinamento mare-monti.
Domani a Torrebruna i sindaci si riuniscono per confrontarsi e prendere una decisione.
A mandare fuori strada la Comunità montana del Medio e Alto vastese è la proposta avanzata dallassessore regionale al Turismo, Massimo Desiati, illustrata due giorni fa ai sindaci dellUncem, Unione nazionale dei Comuni montani. «Una proposta che ha lasciato lamaro in bocca», commenta Luciano Piluso. «Desiati ha posto come elemento di idoneità una ricettività di 4mila posti letto. Per riuscire a raggiungere certi numeri per ottenere i finanziamenti turistici dobbiamo aggregarci ad altre realtà», aggiunge il presidente della Comunità montana dellAlto vastese nonché vice sindaco di Schiavi dAbruzzo. Piluso lestate scorsa, dintesa con i sindaci del Vastese interno, associazioni e operatori, si era fatto promotore delliniziativa. Lidea era di identificare i monti del Vastese come un cantiere di sviluppo del sistema turistico montano. Ma le aspirazioni dellAlto vastese sono inciampate sul numero di posti letto. «E più corretto dire che non abiamo ancora i numeri e che cercheremo di raggiungerli», ribatte il sindaco di Castiglione Messer Marino, Emilio Di Lizia. «Tenterò di sensibilizzare allo scopo le Comunità montane di Agnone e Trivento. Le nostre zone sono ricche di bellezze naturali, ma anche siti archeologici, monumenti e percorsi naturalistici. Abbiamo lavorato tanto per lanciare il turismo montano. Faremo di tutto per andare avanti».
Anche il presidente della Comunità montana del Medio vastese, Remo Carilli, pensa ad unalleanza. Ma la sua attenzione è rivolta alla costa. «Il Vastese», afferma, «deve essere considerato nella sua unità e offerto nella sua interezza. Mare e monti sono complementari e per questo ancora più forti: il turismo costiero ha il limite della stagionalità, quello montano è debole strutturalmente».
Su un punto tuttavia sindaci e presidenti delle Comunità montane sono daccordo. Occorre fare il possibile per creare un sistema turistico, unico strumento allo stato attuale in grado di promuovere il comprensorio.
Paola Calvano