14 ottobre 2004 —
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L'Aquila
LAQUILA. La protesta dellAteneo aquilano contro il disegno di legge Moratti in materia di università sarà portata, oggi pomeriggio, sul tavolo della Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane). Il rettore uscente, Luigi Bignardi, e quello entrante, Ferdinando Di Orio, si faranno portavoce del malcontento espresso da parte di tutti rappresentanti delle facoltà aquilane. La decisione è stata presa ieri durante unanimata seduta del Senato accademico, che si è svolta contemporaneamente ad unassemblea di docenti, studenti e ricercatori nellaula 1 di palazzo Carli.
Il preside di Medicina e neo rettore, Ferdinando Di Orio ha fatto presente al Senato accademico che «non ci sono le condizioni sufficienti per riprendere il regolare svolgimento delle lezioni poiché i ricercatori che facevano attività didattica e che adesso, per protesta, si astengono da questa, sono numerosi. Alcuni corsi, inoltre, sono integrati e hanno la necessità di avere sia i docenti che i ricercatori». Per questi motivi le lezioni a Medicina saranno ferme almeno per tutta la settimana. Nelle altre facoltà, invece, i docenti associati e di ruolo porteranno avanti gli insegnamenti senza il sostegno dei ricercatori. Intanto, oggi, i rappresentanti dellUniversità aquilana faranno presente i motivi del malcontento alla Crui. Nel mirino di docenti, ricercatori e studenti alcuni punti fondamentali del ddl Moratti: la messa in esaurimento del ruolo del ricercatore, lintroduzione delle forme precarie dei contratti, leliminazione della distinzione tra tempo pieno e tempo definito, la possibilità di istituire cattedre direttamente a carico di privati. «Terremo in considerazione la mozione stilata da ricercatori e docenti» spiega Bignardi «e le loro richieste». In particolare, si chiederà alla Conferenza dei rettori italiani una mobilitazione nazionale coordinata e il ritiro del ddl Moratti. Il Collettivo studentesco indipendente ha sottolineato, in una nota, che «non cè alcun contrasto allinterno del movimento universitario».
Michela Corridore