08 ottobre 2004 —
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sezione: L'Aquila
LAQUILA. Sono scesi dalle cattedre e non hanno intenzione di tornare indietro. Continua la protesta contro la nuova riforma universitaria dei ricercatori dellAteneo aquilano, che dallinizio dellanno accademico hanno rinunciato allattività didattica e allinsegnamento, mettendo in grave rischio il regolare svolgimento delle lezioni. Ieri, ricercatori, docenti e studenti hanno partecipato ad unanimata assemblea.
La protesta è stata indetta dallUdu (Unione degli universitari) a Scienze, e hanno sottoscritto una mozione unitaria. Intanto, per oggi, è previsto un corteo di protesta organizzato dalla facoltà di Lettere e Filosofia e dal Collettivo studentesco indipendente, che partirà alle 9.30 dalla Fontana Luminosa, per raggiungere la prefettura.
La protesta dei ricercatori nasce dallopposizione ad alcuni punti fondamentali del disegno di legge del ministro della Pubblica istruzione.
In particolare, nel mirino degli organi universitari cè la decisione di eliminare la figura del ricercatore, che porterebbe ad una precarizzazione del mondo della ricerca. I rappresentanti dellAteneo aquilano, inoltre, si scagliano contro leliminazione della distinzione tra tempo pieno e tempo definito per i docenti. «Così facendo», spiegano i ricercatori, «diminuirà sempre di più linteresse per lattività didattica e di ricerca». Per manifestare il proprio malcontento, lassemblea di studenti, ricercatori e docenti (a cui ha preso parte anche il preside della facoltà di Scienze, Aldo Lepidi), ha sottoscritto una mozione da presentare al Senato accademico e ha deliberato un calendario di mobilitazioni sia a livello locale che nazionale. Si richiede, in particolar modo, di aderire alla protesta in corso che coinvolge più di 30 Università italiane e alla presa di posizione dellUniversità della Basilicata, che ha sospeso linizio delle lezioni e ha invitato tutte le altre università italiane a confrontarsi sullargomento. «Si esorta il Senato Accademico dellUniversità dellAquila ad accogliere linvito e ad elaborare, insieme a tutti i Senati accademici, soluzioni alternative al disegno di legge del ministro», è scritto nel documento, «e a chiedere il ritiro degli interventi legislativi in atto». Con lobiettivo di dare maggiore risonanza alla protesta, inoltre, i ricercatori intendono indire uno sciopero generale dellintero comparto. È prevista, inoltre, «la costruzione di coordinamenti unitari locali e nazionali tra studenti, dottorandi, ricercatori, precari e docenti per concordare e sostenere tutte le forme di protesta». In tale direzione va anche lappoggio alla manifestazione di domani, indetta dalla facoltà di Lettere, a cui parteciperanno i ricercatori, gli studenti e i docenti di tutto lAteneo. Per la prossima settimana, invece, sarà convocata unaltra assemblea di Ateneo, a Palazzo Carli, con lintento di preparare una manifestazione locale di tutte le componenti universitarie contro il disegno di legge e decidere ulteriori forme di protesta. (m.c.)