05 settembre 2004 —
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sezione: Sulmona
PACENTRO Tutto è pronto per accogliere turisti e curiosi che oggi raggiungeranno il paese per assistere alledizione 2004 della corsa degli zingari. Gli spettatori si assieperanno in quella «tribuna naturale» che domina la vallata del Vella. Da lì, infatti, sarà possibile vedere tutte le fasi della corsa: lallineamento dei concorrenti, a piedi nudi, sotto la «pietra spaccata» di Colle Ardingo; i fuochi dartificio che precedono la partenza; lattesa trepidante del suono della campanella; la discesa a pricipizio lungo i sentieri del bosco; larrivo dei concorrenti dopo la dolorosa cavalcata. In queste ore i favoriti (Davide e Carmine Garofalo; Massimo Saccoccia) colgono gli ultimi attimi per saggiare le condizioni del percorso, che tra laltro conoscono a menadito. Gli altri, la massa degli «zingari», sono intenti a sciogliere gli ultimi dubbi se partecipare o meno alla corsa. I concorrenti, comunque, dovrebbero essere poco più di una trentina, tutti rigorosamente pacentrani, così come vuole la tradizione. Gli spettatori, giunti da ogni parte della regione, torneranno intanto ad interrogarsi sul senso di questa strana gara, sempre uguale a se stessa e, comunque, sempre piena di fascino. «Per i ragazzi di Pacentro», spiega il priore Ermo Marchionda, «essa unisce tante suggestioni, tutte ugualmente presenti nei giovani di oggi: il coraggio, la voglia di esibirsi, laspirazione al guadagno e, non certo ultimo, quel senso di devozione verso la Madonna di Loreto che hanno mutuato dai genitori e dalla comunità nella quale sono nati». Molta la curiosità, spesso morbosa, per le ferite ai piedi dei concorrenti: saranno pochi, tuttavia, quelli che potranno vederle, anche perché gli atleti, una volta arrivati, saranno medicati dentro la chiesa della Madonna di Loreto.(p.da.)