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Pacentro, trenta a piedi nudi nella «corsa degli zingari»

 PACENTRO Torna domenica, nell’ambito della festa dedicata alla Madonna di Loreto, la corsa degli zingari, una delle manifestazioni più sentite e suggestive d’Abruzzo. Come ogni anno, alle ore 18.30 in punto, al suono della campanella della chiesetta, una trentina di «atleti» a piedi rigorosamente nudi, si butteranno a capofitto lungo una ripidissima discesa in mezzo al bosco di Colle Ardingo. La partenza, come da tradizione, avverrà sotto la «pietra spaccata», dipinta con i colori della bandiera italiana. «Quest’anno - spiega Ermo Marchionda, priore della confraternita della Madonna di Loreto - siamo stati costretti a ridipingerla, poichè le intemperie l’avevano ormai scolorita». Dopo la discesa, i concorrenti attraverseranno il letto del fiume Vella e poi, «sgranati», saliranno la strada sterrata che conduce al paese. Giunti in chiesa, con il fazzoletto stretto fra i denti per lenire il dolore ai piedi causato dalle pietre aguzze, si getteranno sfiniti davanti all’altare. Qui i volontari della croce rossa di Sulmona medicheranno le ferite a tutti. Quando i concorrenti saranno tutti arrivati, i primi cinque verranno issati a spalla e portati in trionfo per le vie del paese. A sera, la premiazione. Al primo andranno circa 2000 euro. Il termine «zingaro», non sta per nomade ma per «colui che veste con abiti sdruciti». Un tempo al vincitore, andava un vestito nuovo. Costui, da quel momento, entrava nel novero di quelli che contano e metteva su famiglia. Tra i favoriti, se decidessero di essere della partita, i vincitori delle ultime edizioni: Saccoccia e i fratelli Garofalo. Prima dei grandi, per le vie del paese e sempre a piedi nudi, la corsa dei «zingarelli», bimbi fino a 12 anni.(p.d’a.)