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Cosenza, padre Fedele inizia lo sciopero della fame

 COSENZA. Da ieri mattina il presidente del Cosenza Calcio, padre Fedele Bisceglia, che per anni è stato tra gli ultras della squadra, ha intrapreso lo sciopero della fame per sollecitare l’iscrizione della società al campionato di serie C. «Ho deciso di attuare questa protesta», ha detto padre Fedele, «perché dalla Figc non giunge nessun segnale positivo nonostante la decisione del Consiglio di Stato secondo la quale il Cosenza deve essere nuovamente iscritto ad un campionato professionistico». Il frate sta attuando la protesta nei pressi dell’Oasi francescana, la struttura che anni fa ha fondato a Cosenza per accogliere persone disagiate.
 «Lo sciopero della fame iniziato stamane», ha aggiunto, «andrà avanti ad oltranza. O meglio fino a quando la Figc non provvederà a rispettare la sentenza del Consiglio di Stato. E non escludo anche la possibilità che la mia protesta possa finire anche dinanzi ai cancella della Federazione visto che del nostro caso nessuno si sta interessando».
 «Io sono il più povero presidente di una società di calcio», ha concluso, «ma la mia fede calcistica mi consentirà di portare avanti, in modo pacifico, questa protesta che ritengo giusta. Ho realizzato anche alcuni cartelli e striscioni con i quali stiamo stigmatizzando il comportamento della Figc che si sta comportando in modo incomprensibile».
 Intanto, si svolgerà martedì 20 luglio a Roma l’incontro fra il Governo (rappresentato dal sottosegretario Pescante) i legali del Cosenza Calcio, Enrico e Filippo Lubrano e Giuseppe Carratelli, il sen. Antonio Gentile e il presidente dell’Assindustria, Umberto De Rose, per chiedere che il Cosenza possa essere reiscritto in C1 ed abbia anche un indennizzo per le perdite subite lo scorso anno.