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Centrosinistra diviso Franchi fa da paciere

 GIULIANOVA. Dopo la bufera i Ds inseguono di nuovo la difficile strada della riunificazione con le altre forze del centrosinistra. E’ già stato fissato un calendario di incontri bilaterali, uno alla volta sfileranno nella sede diessina di via Thaon de Revel tutti gli altri partiti della coalizione. Si comincia oggi: alle 18 incontro con Rifondazione comunista, alle 20,30 invece faccia a faccia con la delegazione della Margherita. A calarsi nel ruolo di grande pacificatore è proprio Tonino Franchi, regista di un’operazione che punta a ricostruire l’unità del centrosinistra a Giulianova. Ma il senatore dovrà metterci tutta la propria abilità politica e dialettica, perché l’obiettivo non è facile da raggiungere. Checché ne dicano i rappresentanti dei vari partiti, al di là dei contrasti sul programma o sui rapporti da tenere con le liste civiche, il grande pomo della discordia resta il candidato sindaco. E se i Ds (spalleggiati da Italia dei Valori e, quasi certamente, da Terzo millennio) sono fermi su Francesco Mastromauro, anche gli altri non fanno passi indietro. La Margherita ha tutte le intenzioni di portare avanti la candidatura di Maurizio Ferrari, giudicato «una proposta valida e spendibile, oltre che un’opportunità politica importante».
 Ferrari è uomo di centro, e come tale ritenuto in grado dal suo partito di raggiungere consensi in una larga parte dell’elettorato. E l’unità della coalizione? Obiettivo primario, secondo la Margherita, ma che difficilmente si potrà raggiungere se il candidato è quello proposto dai Ds. Irto di difficoltà anche il rapporto con Rifondazione e Sdi, che sostengono con forza la candidatura di Franco Arboretti. I Comunisti Italiani continuano a proporre Antonio Macera come uomo di coalizione, l’unico in grado di far superare i veti incrociati. Insomma, all’interno del centrosinistra tutti dicono che bisogna stare insieme ma ognuno ha la sua ricetta per arrivare all’unità. Oggi come oggi la situazione appare di stallo pressoché irreversibile. Ecco perché il compito che si è assunto l’ex senatore Franchi, al momento, non sembra di facile realizzazione.
Piero Bianchi