lunedì 22.03.2010 ore 02.52

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Messicani anti-spopolamento

 SAN GIOVANNI LIPIONI. Da Città del Messico all’estremo lembo della provincia di Chieti per sfuggire alla povertà, ricominciare una nuova vita lavorando e salvare il paese dallo spopolamento. Sono dieci le famiglie messicane che entro l’anno, si trasferiranno a San Giovanni Lipioni, il più piccolo Comune del Vastese. Andranno a lezione per imparare l’italiano e i figli frequenteranno le scuole con gli altri ragazzi, cercando di integrarsi con la comunità locale.  San Giovanni conta 271 abitanti. L’ultima nata è stata registrata all’anagrafe nel 2002. È uno dei centri dell’entroterra che ha pagato a caro prezzo il fenomeno dell’emigrazione. Il progetto di inserimento dei 41 messicani è a dir poco ardimentoso ed oggi sembra quasi anacronistico. Ci crede, però, la cooperativa sociale Cma di Carunchio, che sta lavorando all’iniziativa da mesi e che ha avuto l’appoggio incondizionato del sindaco di San Giovanni, Angelo Di Prospero.  «Come tutte le belle storie, anche questa è nata da un incontro casuale», ha raccontato Franca Potente, presidente della Cma, «ho avuto l’occasione di conoscere monsignor Carlos Talavera, vescovo di Città del Messico, in occasione di una sua visita pastorale. Abbiamo confrontato le differenti realtà in cui viviamo: la grande metropoli dove ricchezza e povertà si mescolano ed un territorio come il Vastese, pieno di risorse da valorizzare. Gli anziani rappresentano il 67 per cento della popolazione che risiede nel territorio, molto penalizzato dal basso tasso di natalità. Il progetto di inserimento delle famiglie messicane ha così cominciato a prendere corpo».  Monsignor Talavera si è proposto come intermediario e ha cercato i nuclei familiari di religione cattolica disposti a trasferirsi. Per lo più sono artigiani e contadini. Il presule è tornato in Italia più volte, ha visitato i Comuni del Vastese, ha portato con sé alcuni rappresentanti del gruppo che dovrebbe arrivare. «Credo in questo progetto», ha commentato il sindaco Di Prospero, «oltre che arginare il fenomeno dello spopolamento, potrebbe essere un invito per chi è andato via a tornare. E chissà che il paese non si rivitalizzi. Speriamo di poter dare al più presto il benvenuto alla comunità messicana».  Anche l’amministrazione comunale di Carunchio e il sindaco, Gaetano D’Onofrio, stanno lavorando con la Cma che, ormai da 17 anni, gestisce nell’Alto vastese servizi di assistenza domiciliare per gli anziani, centri di aggregazione per i giovani, segretariato sociale e interventi in favore degli immigrati. Il processo di inserimento sarà graduale. «Abbiamo già promosso delle conferenze di servizio con Regione, Provincia e Comunità montana dell’Alto vastese per affrontare questioni come vitto, alloggio, busta paga. Le famiglie arriveranno qui per lavorare», ha spiegato Potente, «la Cma si occuperà di corsi di educazione civica, alfabetizzazione, attività aggregative, lezioni di informatica e orientamento al lavoro, oltre che del riconoscimento dei titoli di studio. Gli interventi saranno mirati in base all’età». Sul progetto si è tenuto anche un vertice in Prefettura coinvolgendo le forze dell’ordine e le ambasciate italiana e messicana. Simona Andreassi

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