giovedì 18.03.2010 ore 12.05

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Il direttore generale «La Asl non sottrae risorse all'ospedale»

 L’AQUILA. Sulla polemica sollevata dal Cimo, secondo cui l’ospedale sarebbe trascurato in termini di investimenti, replica il manager della Asl, Mario Mazzocco.  «La programmazione e gestione della Asl, trova chiara e completa espressione oltre che in documenti specifici, ai quali viene data opportuna divulgazione (piani strategici, di organizzazione, bilanci economici pluriennali e annuali, bilanci di esercizio, periodiche reportistiche) e che contengono tutte le informazioni utili per una lettura corretta delle linee di indirizzo, delle scelte e degli obiettivi di breve e medio periodo, anche nella concretezza dei fatti», afferma Mazzocco. «Si ritiene di poter accettare censure, soprattutto da soggetti che partecipano con forte interesse all’amministrazione della sanità e che per tali motivi dovrebbero avere una profonda conoscenza delle problematiche ad essa attinenti, purché le denunce, però, trovino fondamento e producano il positivo effetto della proposta e non, al contrario, il negativo effetto di ingenerare negli operatori e nei cittadini confusione e sfiducia. I criteri e le modalità di gestione seguiti dal manager, che possono anche stimolare opinioni di dissenso, si uniformano alle direttive nazionali e regionali tese, in un generale e noto contesto di scarsità di risorse economiche, ad utilizzare al meglio quelle disponibili senza tralasciare l’esigenza di avvicinare sempre di più il servizio al cittadino utente».  «In tale direzione è il Dpcn 21.08.2001, con il quale sono stati definiti i livelli essenziali di assistenza (ovvero sono state indicate le attività a carico del Ssn)», prosegue il manager, «ed è stata posta la regola dell’appropriatezza delle prestazioni. Il ricorso all’ospedale è ammesso per patologie di particolare complessità ed acuzie, deve essere incrementata l’assistenza in regime di “day surgery” e “day hospital” ed ampio spazio va dato a quella specialistica ambulatoriale e domiciliare. La Asl non sottrae risorse all’ospedale, per svilirne l’importanza, ma distribuisce risorse fra territorio e presidio, restituendo ad esso il suo precipuo ruolo, come impone la normativa vigente, che ha individuato, a livello nazionale, molti parametri con i quali confrontarsi, come il tasso di ospedalizzazione, fissato nella percentuale del 160/1000; di occupazione dei posti letto, fissato nella percentuale del 75%, e di degenza media, pari al 6-7%. Alcuni significativi dati provano che l’ospedale è tutt’altro che asfittico. I ricoveri sono passati da 32.230 del 2001, di cui 20.714 in regime ordinario e 11.516 in regime di Ds/Dh, a 33.196 nel 2002, di cui 19.070 in regime ordinario e 14.126 in regime Ds/Dh. Ne è derivata un’evidente riduzione di inappropriatezza dal 18,22% del 2001 al 13,55% nel 2002. L’indice di attrazione di pazienti provenienti da altre Asl è passato al 37,23% in termine di valore. L’ammontare dei ricoveri, calcolati secondo le vigenti tariffe, ha registrato un aumento da euro 46.136.608,22 del 2001 ad euro 47.022.729,47 nel 2002 e le prestazioni in favore di pazienti esterni hanno prodotto, nel 2002, un fatturato di euro 18.795.836,64. È rimasto pressoché inalterato, nel rispetto di un assoluto divieto di incremento di dotazione organica previsto dalla legge finanziaria 2003, il personale assegnato all’ospedale, che si compone di circa 1.160 unità di cui circa 280 medici destinato a 546 posti letto e ai connessi servizi. Sono stati tutt’altro che trascurati gli investimenti sia di carattere strutturale (sono stati realizzati interventi per migliorare in particolare il Pronto soccorso), che tecnologico (sono state acquisite apparecchiature)».  Poi, Mazzocco affronta il problema dei trapianti: «Si tratta di analizzare un fenomeno complesso, che si inserisce in più ampie problematiche culturali e sociali. La riduzione dell’attività non può essere considerata diretta conseguenza di presunta mancanza di personale. Sono stati assunti anche allo scopo 5 anestesisti rianimatori, è stata effettuata un’ampia campagna di sensibilizzazione e la informazione sul tema è continua, a cominciare dalla scuola. È stato creato un ufficio di coordinamento, per coinvolgere le diverse professionalità interessate e questo ha registrato, per quanto riguarda le cornee, 94 prelievi in 10 mesi». Poi, è la volta dell’assistenza domiciliare integrata: «Per ragioni di carattere sociale e terapeutico, non di certo esclusivamente economiche, deve essere potenziata. Si è potuto rilevare un notevole aumento sia nel numero dei pazienti, passati da 527 del 2001 a 847 nel 2002, che nel numero delle prestazioni, passate da 38.982 del 2001 a 40.110 del 2002. Infine, l’attività di controllo intesa, secondo una accreditata e diffusa letteratura come analisi dei fenomeni attraverso dati rappresentativi, oltre a supportare una efficace ed efficiente programmazione, costituisce per tutti una oggettiva garanzia, che deve essere senza dubbio data da chi amministra un’azienda pubblica. Si ribadisce, quanto già esplicitato nel Piano strategico 2003-2005, pienamente concordato con l’Università, facoltà di Medicina, componente di forte rilevanza per l’apporto dato all’assistenza e alla ricerca, in un comune percorso di sviluppo aziendale, che nell’ospedale verranno privilegiate sempre di più le specialità che lo caratterizzano, ma che tale struttura non costituirà l’unica risposta a una indiscriminata domanda di assistenza. L’offerta di prestazioni sarà differenziata ad appropriata e si commisurerà nel tempo a dati epidemiologici non solo attuali, ma prospettici».

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