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Pacentro, devozione e sport estremo nella tradizionale corsa degli zingari

 PACENTRO. Anche quest’anno si prepara l’appuntamento con la corsa degli zingari, l’originale manifestazione al confine fra sport estremo e devozione, abbinata alla festa della Madonna di Loreto, un culto che si è diffuso nel centro abruzzese a partire dal Cinquecento.
 La corsa partirà, come tradizione, domenica alle 18.30 dalla Pietra spaccata di Colle Ardingo, dove, secondo la leggenda, si posò la santa croce nel suo viaggio da Betlemme a Loreto Marche, trainata dagli angeli.
 Si concluderà alcuni minuti dopo all’interno della chiesetta dedicata alla Madonna, dove i concorrenti si sdraieranno sul pavimento, davanti all’altare, per farsi curare le ferite provocate ai piedi nudi dai rovi e sassi incontrati lungo il percorso.
 Per l’edizione di quest’anno sono previsti oltre trenta concorrenti, tutti di Pacentro; i favori del pronostico vanno ai vincitori delle ultime edizioni, in testa Saccoccia e Garofalo.
 La novità di quest’edizione sta nella presenza di un membro della giuria sulla sommità della Pietra spaccata, per controllare la regolarità dell’allineamento e della partenza di tutti e trenta i concorrenti.
 Il via verrà dato al suono della campanella della chiesetta, una volta conclusi i grandiosi fuochi d’artificio che mettono fine alla processione. La corsa vera e propria sarà preceduta, come da tradizione, da quella degli “zingarelli”, ragazzi e bambini al di sotto dei 12 anni, che percorreranno a piedi nudi le vie del paese.
 Gli zingarelli sono, a loro modo, un vero e proprio “vivaio” della corsa maggiore. Conclusa la manifestazione, i primi cinque concorrenti classificati saranno portati a spalla per le vie di Pacentro dai compari, accompagnati dall’applauso della folla. La premiazione avverrà a sera, sul palco della festa, quando verrà consegnato al vincitore un premio in denaro di circa mille euro.
 L’organizzazione di tutta la manifestazione è curata dalla confraternita della Madonna di Loreto, presieduta dal priore Ermo Marchionda.
 Per l’occasione a Pacentro è attesa una grande quantità di turisti, provenienti da ogni parte d’Abruzzo e anche dal centro Italia. La corsa degli zingari, infatti, deve la sua notorietà e il suo fascino sia al fatto che rappresenta l’ultimo appuntamento di rilievo dell’estate peligna e, sia, ai profondi significati che riveste.
 Nell’analisi e nell’approfondimento degli aspetti culturali e antropologici della manifestazione si sono cimentati, negli anni, studiosi di ogni estrazione.
 Alla base, secondo i più, c’è la volontà di dimostrare la disponibilità al sacrificio per procurarsi il benvolere della divinità, un tempo pagana e oggi, nell’era cristiana, della Madonna di Loreto, protettrice di Pacentro.
 La Madonna, tra l’altro, secondo tradizione ha il potere di guarire le ferite. Comunque, negli ultimi anni sono stati aumentati i controlli sanitari lungo il percorso per evitare conseguenze di una certa gravità ai concorrenti.
Pasquale D’Alberto