14 agosto 2003 —
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Pescara
PESCARA. Vendevano prodotti di alta tecnologia a prezzi vantaggiosi attraverso il sistema delle aste on-line. Poi incassavano il denaro, consapevoli che la merce non sarebbe mai arrivata ai clienti. Una trappola via internet in cui sono caduti anche due pescaresi che avevano acquistato computer e macchinette fotografiche spendendo dai 500 ai 2mila euro. Il meccanismo è stato sventato dagli uomini della polizia postale di Pescara, coordinati dallispettore Davide Zucconi, che hanno denunciato R.G., 57 anni, e C.F. di 28, residenti a Venezia, per truffa aggravata e continuata.
Le indagini sono scattate subito dopo le segnalazioni partite dal capoluogo adriatico. Un filone che ha consentito di individuare altre 52 persone truffate in tutta Italia. Grazie ai controlli incrociati, svolti in collaborazione con i colleghi veneti, i militari della Polpost sono infatti risaliti agli autori del raggiro.
Il sistema consisteva nellattirare i clienti della rete con prodotti inesistenti, ma molto interessanti sotto ogni punto di vista. Oggetti del desiderio che i due maestri delle-commerce proponevano su siti internet specializzati nelle aste on-line, come www.ebay.it e www.hasta.it. Gli articoli erano sempre accompagnati da una dettagliata descrizione per esaltarne la qualità e le caratteristiche.
I gioielli tecnologici esposti in vetrina erano quasi sempre computer portatili, hifi, cellulari, attrezzature video e macchinette fotografiche digitali. Merce che veniva aggiudicata al cliente che offriva il prezzo più alto in un periodo di tempo limitato. Di solito si trattava di concludere laffare in cinque, dieci giorni, al massimo due settimane. Dunque, unoccasione da non perdere anche per i due professionisti di Pescara, tra i primi a finire nella rete truffaldina.
Al termine dellasta, gli autori del bluff contattavano più persone facendo credere loro di essere risultati i migliori offerenti. Da qui i primi approcci via e-mail, o con il cellulare, per stabilire le modalità di pagamento: il denaro doveva essere consegnato tramite vaglia on-line. Naturalmente i due truffatori, muniti di una password e documenti falsi, riscuotevano le somme negli uffici postali. Ma la merce acquistata via internet continuava a restare virtuale per i clienti, anche dopo aver sborsato cifre molto elevate. Lo stratagemma era tuttavia destinato a naufragare. Infatti, dopo aver atteso un paio di mesi dal pagamento, i due acquirenti di Pescara, non vedendo arrivare computer e kit fotografici, si sono rivolti alla polizia per denunciare il fatto. I militari si sono messi subito in azione analizzando data-base e seguendo alcuni indizi. Le indagini hanno coinvolto tutti gli utenti dei siti specializzati nelle aste. Una lunga e minuziosa ricerca on-line che ha consentito agli agenti di Pescara di arrivare ai due cittadini di Venezia che avevano organizzato il raggiro. Per R.G. e G.F. è scattata una denuncia per truffa aggravata e continuata. Ma le indagini proseguono.