È stata ricevuta dal Papa la famiglia in viaggio in bici a difesa dell'ambiente

castelnovo sotto. Sono arrivati a destinazione, come previsto martedì, Federico Tonietto, la moglie Jessica, i loro quattro figli (Irene di 10 anni, Filippo di 7, Matteo di 4 e Francesco di 3), a cui si aggiungono Khady, profuga 17enne della Sierra Leone che vive con loro e F., di 3 anni, affetto da disturbi allo spettro autistico, che hanno in affido. Dopo un lungo viaggio in bicicletta attraversando il centro Italia, la capitale li ha accolti realizzando il loro grande sogno: essere ricevuti da Papa Francesco.«È stata una grande esperienza - racconta Federico - Incontrare il Papa è stata una sorpresa anche per noi. Perché io avevo in qualche modo, già da casa, provato a chiamare per informarmi per avere un'udienza, ma mi era stato risposto che non sarebbe stato possibile. Poi, durante l'ultima tappa ci ha chiamati don Vito, parroco di Orbetello che abbiamo conosciuto durante il nostro cammino e che ci aveva accolti, dicendoci che l'indomani ci saremmo dovuti far trovare in un punto preciso. Così ci sono venuti a prendere e ci hanno portati dal Papa».Ieri mattina, è avvenuto l'incontro con Papa Francesco. «Gli abbiamo raccontato del nostro viaggio, ci ha dato la sua benedizione, ci ha fatto gli auguri per il nostro cammino e ci ha chiesto di pregare per lui - confida Francesco - La cosa belle, inoltre, è che durante l'Angelus commentando gli atti degli apostoli ha parlato proprio del mettere in comunità, che è un po' lo spirito del nostro viaggio, durante il quale siamo stati anche a Nomadelfia. Abbiamo sentito le sue parole come un campanello che risuona come una chiamata».L'arrivo a destinazione è per la famiglia di Castelnovo Sotto, che ha aperto anche una pagina Facebook dedicata alla loro iniziativa chiamata "Percorsi di pace", l'occasione per fare un bilancio di questo lungo percorso.«I bambini sono stati bravissimi, compresi i piccoli che nel carretto hanno affrontato distanze anche di 70 chilometri. Lungo il viaggio abbiamo trovato sostegno e condivisione, cercavamo accoglienza prevalentemente nelle parrocchie, ma a Ladispoli è stata una famiglia ad aprici le porte di casa loro - racconta il capo famiglia - Il nostro obiettivo era anche quello di parlare di ambiente, di sensibilizzare, ci radunavamo a pulire zone verdi, parchi e in tanti si sono fermati. È fondamentale che si inizi un cammino di condivisione su questo. Per noi è stata una bella festa». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI