«Stadio, il contratto non andava firmato»

di Jacopo Della PortawREGGIO EMILIA«Sono andato personalmente da Miami a Milano per chiedere a Squinzi di ridurre in modo appropriato l'affitto dello stadio. La sua risposta è stata: "No, abbiamo fatto questo accordo con Compagni"». È questo un passaggio dell'intervista che il presidente della Reggiana Mike Piazza e la moglie Alicia Rickter, vicepresidente, hanno rilasciato alla Gazzetta di Reggio. Dopo un colloquio telefonico, i proprietari, che si trovano negli Usa, hanno risposto per iscritto alle nostre domande, tese a indagare quello che è accaduto in questi mesi e fare luce sulle prospettive future della società. Gli americani confermano di essere già proprietari del 100% delle quote, si esprimono sull'operato dell'ex mister Leonardo Menichini e confermano per il momento la coppia di traghettatori.Presidente Piazza, partiamo dalla questione dell'affitto dello stadio, l'argomento caldo dei giorni scorsi.«Quando Carnevali (Giovanni, ad del Sassuolo, ndr) ha reso noto la nostra situazione finanziaria sui giornali, il conflitto è diventato ufficialmente pubblico. In merito ci sono due questioni. La prima è che l'affitto è inappropriato per una squadra di serie C, per uno stadio che siamo obbligati a condividere (non importa se i vecchi proprietari hanno firmato un contratto del genere). Seconda questione: il nostro ex partner è venuto meno ai nostri patti iniziali. Noi abbiamo fatto la nostra due diligence. Ma lui non doveva firmare un nuovo contratto sullo stadio prima del mio arrivo. Invece lo ha fatto due settimane prima del mio arrivo. Questo non era emerso nel nostro accordo e chiunque insinui il contrario mente. Mi sono opposto al costo dell'affitto dello stadio fin dal mio arrivo». Dunque ha tentato di ridiscuterlo con Giorgio Squinzi senza successo. Si dice che eravate a conoscenza della situazione della Reggiana dal principio. Perché contestate i termini e le condizioni degli accordi proprio ora? «Se queste condizioni fossero state note dal principio non avrei comprato la squadra. E Compagni non starebbe in silenzio. Per la cronaca, non ci sono sue dichiarazioni pubbliche in proposito, probabilmente su richiesta del suo legale. Il nostro team di avvocati sta lavorando su questa materia. Nel frattempo ho dovuto spulciare più di 50 contratti firmati pochi giorni prima del mio arrivo. Alcuni di questi sono dannosi per la società. È dura dover pagare per le decisioni dei tuoi partner, quando loro non possono nemmeno ricapitalizzare. Chiaro e semplice. E tenga in mente che prima della Reggiana avevo messo gli occhi su altri due squadre e poi me ne sono allontanato».A proposito, lei è il proprietario al 100%? Sta cercando dei nuovi partner? «Sì, siamo i proprietari del 100% delle quote. Il mio obiettivo era di avere un team competitivo sul campo. Quello che ho trovato quando sono diventato uno dei proprietari non era l'immagine che mi era stata prospettata nel nostro accordo iniziale. Ma nonostante quello che ho scoperto non voglio abbandonare il progetto. La Reggiana non raggiunge una categoria superiore da 20 anni: dovremmo chiederci il perché. La nostra contabilità ora è trasparente. Stiamo lavorando duramente per essere alla guida di un business organizzato ed efficiente. Siamo aperti a partner locali e imprenditori. Ci sono ottime, intelligenti persone a Reggio Emilia. Una collaborazione forte, decisioni imprenditoriale intelligenti, potrebbero rinforzare le nostre radici e tutti insieme potremmo essere una forza dentro e fuori il campo. Al momento però non abbiamo altri investitori». Si sente ancora impegnato per il bene della Reggiana come nel giugno 2016 quando salì sul palco in piazza Prampolini? «Il nostro amore per la città e il team non sta vacillando. Questo è il motivo per cui nonostante le difficoltà continuiamo a mettere in campo una squadra competitiva. Siamo in un momento difficoltà dal punto di vista tecnico. Il mister di prima non era motivato in modo adeguato, nonostante avesse dichiarato il contrario. Abbiamo dovuto mandarlo via. Sfortunatamente questa situazione ha avuto ripercussioni sulle prestazioni all'inizio della stagione. Comunque, anche se la squadra fosse al primo posto avremmo comunque altri fattori che ci rallentano. Dobbiamo andare avanti e affrontare queste questioni. Credo sia l'unico modo per dare stabilità alla società. Non è piacevole ma è necessario». Quali questioni?«Lo stadio, ad esempio e altre questioni pregresse». Parliamo della squadra. Quali sono i vostri progetti per il futuro? I due allenatori resteranno al loro posto?«Il primo passo e dare stabilità alla squadre. Rinforzare la fiducia dei giocatori e tentare di trovare il nostro assetto tecnico. Al momento non ho in programma di cambiare i mister. Continueremo ad analizzare i nostri progressi e prendere le cose una partita alla volta. E come sappiamo, nello sport, le cose possono cambiare anche in una singola partita».Una domanda per la vicepresidente Alicia Rickter. Sui social ha espresso la sua frustrazione sulla situazione, provocando non poche polemiche. Ha un messaggio per i tifosi? «Combatterò per la Reggiana nello stesso modo con il quale lo faccio per la mia famiglia. Continuerò a proteggere questa società anche se sarò criticata per questo. Vogliamo essere un esempio dei nostri valori fondamentali. (Un esempio significativo: abbiamo licenziato Franzone quando abbiamo scoperto spese non autorizzate con la carta di credito). Non ci abbiamo messo molto per renderci conto che non era qualificato per la sua posizione. Così abbiamo affrontato il problema immediatamente. Prenderemo ancora decisioni dure se necessarie. Detto questo, le firme di Franzone non ci sono su nessuno dei contratti controversi. E nessuno di noi è stato invitato in certe riunioni importante. Io e Mike non siamo perfetti. Ma una cosa è certa. Siamo onesti e non tolleriamo ma disonestà. Abbiamo fatto molti sacrifici personali per la comunità. Abbiamo ingaggiato un forte team legale e la società di consulenza Kpmg per tenere i conti in ordine, Il nostro obiettivo è di migliorare la società nel suo complesso. Fare dei passi che ci permettano di crescere e competere da una posizione di forza. Il nostro mantra aziendale è: "Qual è l'interesse della società?". Qualche volta però l'unica possibilità è quella di ribellarti ai prepotenti. Dopo tutto, siamo la Reggiana. C'è un grande potenziale in questa città. Con la passione italiana e la qualità americana siamo destinati a grandi cose».©RIPRODUZIONE RISERVATA