Nell'aula bunker gli studenti a lezione di antimafia dal pm Beatrice Ronchi

Privilegio non da poco per i 24 studenti del Liceo scientifico "Fulcieri" di Calboli (Forlì) che ieri - in una pausa del maxi processo Aemilia - hanno potuto interloquire per una quindicina di minuti con il pm Beatrice Ronchi. E sul magistrato inquirente sono "fioccate" domande a raffica sull'andamento del procedimento sino a questo punto e su alcuni "nodi" processuali come la questione dei verbali ancora mancanti che ieri ha portato allo "scontro" fra avvocati da una parte e giudici nonché pm dall'altra. Ma al di là della procedura processuale, i giovani forlivesi hanno chiesto soprattutto chiarimenti al pm Ronchi sulla 'ndrangheta (infiltrazioni, omertosità degli affiliati), con riferimenti anche alla Romagna. «Il magistrato ha spiegato agli studenti - dice il professor Francesco Gaggi che con un collega ha accompagnato la classe liceale a Reggio Emilia per assistere allo "storico" processo per mafia - come fare parte della 'ndrangheta non paghi, perché all'inizio puoi avere il guadagno facile, ma alla prima svolta ti scaricano e sei rovinato non solo nel contesto di criminalità organizzata, ma anche di fronte alle persone oneste. In filosofia i ragazzi stanno studiando il bene e il male - aggiunge l'insegnante - e un conto è farlo sul piano teorico, un altro è toccare con mano in un'aula giudiziaria quanto avviene nella realtà». Anche questi studenti rientrano nel nel solco del progetto che l'associazione antimafia Libera porta avanti con due ben precisi obiettivi: sostegno alla didattica tradizionale e promozione di una cultura della legalità.