Si cercano persone pronte ad aiutare l’emporio solidale

di Laura Pasotti wREGGIO EMILIA Emporio solidale: appello per donazioni e volontari. «I lavori nello stabile che accoglierà l'emporio sono imminenti, l'apertura è prevista per febbraio e il lavoro di rete sui soggetti del territorio prosegue, ora c'è bisogno di aumentare le donazioni in denaro, alimentare e il numero dei volontari», racconta Federica Severini di DarVoce, il centro servizi volontariato della provincia di Reggio Emilia capofila del progetto e parte del neonato Coordinamento degli empori solidali emiliano-romagnoli. Per quanto riguarda i volontari, il 12 dicembre c'è stato un incontro con un gruppo di persone con esperienze e competenze diverse, circa una trentina, disponibili a fare volontariato. «Il progetto dell'emporio piace e coinvolge cittadini e imprese, ognuno con le proprie competenze – continua Severini –. Sono tante le aziende che lo sostengono, in modi diversi: c'è chi ha fatto donazioni in denaro, chi ha regalato stampante e computer, chi ha donato i cestini per la spesa e chi si è offerto di fare il sito Internet gratuitamente. Le aziende partecipano con ciò che hanno e ciò che sanno fare». L'obiettivo è coinvolgere sempre più anche i cittadini. «Vorremmo creare punti di raccolta aperti, sparsi per la città in cui le persone possono portare prodotti da donare all'emporio – afferma Severini –. In questo modo l'emporio da progetto di quartiere può diventare un progetto di comunità». Finanziato dalla Fondazione Manodori e dalle associazioni che lo sostengono (Caritas, DarVoce, Auser, Associazione Papa Giovanni XXIII, Protezione civile, Associazione Servire l'uomo e Associazione Solidarietà, oltre al Comune di Reggio Emilia), l'emporio si trova nel quartiere Gardenia e seguirà 50/60 famiglie indicate dai Servizi sociali con la collaborazione della Caritas. La spesa si farà con una tessera a punti ricaricabile per un periodo di tempo, eventualmente rinnovabile. «Abbiamo scelto la dimensione di quartiere perché l'emporio non sia solo un supermercato ma un luogo di relazione in cui sia possibile seguire le famiglie – spiega Severini –. Per questo abbiamo puntato su un lavoro di sensibilizzazione nel quartiere, perché non vogliamo che sia qualcosa che le persone subiscono, ma un'iniziativa partecipata». Dal 2008 sono stati aperti 60 empori in 16 regioni. In Emilia-Romagna sono 20, di cui 13 attivi, 4 in fase di avvio e 3 in progettazione. "L'emporio solidale è un esempio di come si possa fare responsabilità sociale d'impresa in modo ampio e di come i cittadini possano partecipare a un progetto della comunità».