«La Cgil sponsorizza Marco Travaglio? Noi ci dimettiamo»

Nasce a Reggio il comitato referendario "Centristi per il Sì". Il Comitato presieduto da Robertino Ugolotti (dimissionario da presidente provinciale Udc-Reggio Emilia), consigliere comunale di Castelnovo Monti, vede un coordinamento composto dal consigliere comunale di Correggio (ex segretario provinciale Udc Reggio), Enrico Ferrari, Samuele Bertazzoni e Angela Bertazzoni, Giovanni Ferrari già candidato alle elezioni regionali nelle liste Ncd-Udc, Giovanni Pezzella. «Si tratta - spiega Ugolotti - di un comitato aperto a chi si riconosce nel cammino riformatore dei Moderati italiani. Centristi che si riconoscono nelle posizioni espresse in questi mesi dal coordinatore nazionale Mauro Libè, il ministro Gianluca Galletti, il senatore Pierferdinando Casini.di Luigi Vinceti wREGGIO EMILIA Lo spettacolo reggiano di Marco Travaglio ha fatto due "vittime". Due storici iscritti della Cgil hanno infatti rassegnato le dimissioni dal sindacato dopo aver assistito allo show del giornalista piemontese (direttore de Il Fatto) rappresentato la scorsa settimana con il Lime Theatre alle Fiere di via Filangeri e promosso dalla Cgil. Uno show che ha richiamato quasi 1.500 spettatori e che è stato organizzato per sostenere il "no" nella prossima consultazione sulla proposta di riforma costituzionale. Emblematico il titolo: "Tutte le bugie del Referenzium". Due ore in cui Travaglio, affiancato da Giorgia Salari che ha vestito i panni di Maria Elena Boschi, ha citato costituzionalisti, parlato di partigiani, del vecchio Pci di Togliatti, di Verdini, ed ha insistito palesemente sulla necessità di respingere la proposta renziana. All'uscita era in vendita il suo libro. A distanza di pochi giorni ecco la reazione di Loris Vivi e Pietracito Vita che da Scandiano hanno spedito una mail alla Camera del Lavoro di via Roma per denunciare «l'assurda iniziativa di sponsorizzazione dello spettacolo di Marco Travaglio a Reggio Emlia» e comunicare il recesso dalla Cgil a far tempo dal 1° gennaio 2017. «La ragione del mancato rinnovo – si legge nella loro nota – risiede nella vostra decisione di promuovere e invitare gli iscritti a sostenere lo spettacolo, a pagamento, di Marco Travaglio nel quale si sono rivisti ed amplificati tutti i temi del più squallido qualunquismo, di cui Travaglio è campione, teso a ridicolizzare e, possibilmente distruggere, il Partito Democratico ed il suo governo. Impagabile la scena nella quale Maria Elena Boschi viene immaginata come una madonna in estasi: una cosa indecente». Pesanti poi le annotazioni che seguono: «Vi ricordo che Marco Travaglio è il più grande giornalista di destra mistificatore e qualunquista oggi sulla piazza, con un unico obiettivo da sempre: dividere e distruggere la sinistra; oggi con il vostro aiuto. Questa iniziativa dimostra, se c'erano ancora dubbi, che quest'obiettivo di Travaglio è anche il vostro obiettivo e quindi non possiamo più sopportare che questo avvenga con la nostra partecipazione, anche se indiretta ma anche finanziaria, nella qualità di iscritti alla Cgil. Si sa che la Camera del Lavoro di Reggio Emilia si è sempre distinta per assumere posizioni estremiste sul piano politico, differenziandosi frequentemente rispetto all'orientamento prevalente della Cgil nazionale. Se l'unica e più importante scelta politica della Cgil di Reggio Emilia è quella di combattere il Partito Democratico dovrete sostenervela da soli». Così si conclude la missiva: «Vi comunico che abbiamo provveduto anche al recesso della trattenuta sindacale presso l'Inps. Dispiace per i molti amici e compagni che lavorano con passione con voi, anche se conosciamo il disagio e lo sconforto di molti di loro». ©RIPRODUZIONE RISERVATA