«Voglio incontrare il vescovo»

REGGIO EMILIA Se n'è stato zitto per giorni, mentre la sua bacheca di Facebook continuava a produrre commenti sul tema del gender. Poi però, per Dario De Lucia è arrivata la "scomunica" laica. Ed è arrivata in Sala del Tricolore, da parte di una buona fetta dei consiglieri comunali del suo stesso gruppo, che si sono schierati a favore di un ordine del giorno di condanna per le espressioni usate da De Lucia su Facebook contro il vescovo Massimo Camisasca, accusato dal consigliere comunale di fomentare l'odio verso gli omosessuali. Ieri, sul suo blog, il consigliere comunale De Lucia, è tornato a ribadire le proprie ragioni. E ha annunciato una serie di iniziative che assomigliano a una autodifesa ma che potrebbero avere, nei prossimi giorni, anche sviluppi ulteriori. Scrive De Lucia, dopo aver ripercorso le tappe della vicenda:«Viene prima la carica di una persona o i diritti di tante altre? Se questa esprime opinioni discriminanti, non abbiamo il diritto e il dovere di farlo notare e chiedere spiegazioni? Io ho scelto da tempo da che parte stare: non si combatte l'omofobia e la conservazione stando in silenzio. Non riconoscerò mai la libertà di discriminare delle persone». Detto questo, tuttavia, per il giovane consigliere comunale del Pd la questione non è chiusa: «In settimana - scrive - incontrerò il sindaco Luca Vecchi, la discussione e il voto in Sala del Tricolore hanno minato il mio rapporto di fiducia verso parte del mio stesso gruppo. Manderò una lettera al vescovo Camisasca chiedendo a lui un incontro aperto e costruttivo di confronto sulla teoria del gender, nuovi diritti e istruzione dei nostri bambini». Invero, a preoccupare De Lucia è oggi anche l'atteggiamento del Pd su questa vicenda: «Manderò - scrive il consigliere comunale - una lettera al segretario del Pd provinciale Andrea Costa e alla segreteria chiedendo a lui di esprimersi su questa vicenda, dal momento che finora c'è stato un silenzio assordante, voglio capire la posizione del Pd provinciale sulla teoria del gender e su chi la porta avanti». Infine, De Lucia annuncia che la battaglia tornerà ad occupare le sedute di Sala Tricolore: «Porterò - scrive - in Sala del Tricolore una mozione di ferma condanna del Consiglio comunale alla falsa teoria del gender riprendendo la nota del Ministro all'Istruzione Giannini e la mozione approvata in Regione Emilia Romagna sul gender. E - aggiunge - sono sicuro che passerà perché di fronte all'odio e alla paura la politica deve prendere posizione». E dopo quella di Sel, De Lucia intanto incassa la solidarietà della consigliera regionale del Pd Silvia Prodi.