Le pagelle della Bce Bocciati Mps e Carige Italia peggiore in Europa

di Andrea Di Stefano wMILANO Centosettanta pagine che pesano come un macigno sul sistema Italia. Le banche del Belpaese escono male dallo stress test della Bce al punto che Bankitalia pochi minuti dopo il mezzogiorno di fuoco, ora stabilita per la diffusione dell'analisi, diffonde un comunicato per ribadire ai risparmiatori la solidità del sistema creditizio del paese. Ma nonostante le rassicurazioni non sfugge il fatto che per numero e per consistenza finanziaria l'Italia risulta il paese dell'Eurozona con i maggiori problemi in termini di garanzia del capitale sul rischio. Relativamente peggio dell'Italia fa la Grecia, che si trova con tre banche bocciate e un' esigenza patrimoniale di 8,7 miliardi contro i 9,6 miliardi complessivi dell'Italia. Ma sia ad Atene che a Roma parte di queste esigenze sono state coperte con aumenti di capitale: le tre banche elleniche hanno già realizzato aumenti di capitale per 8,3 miliardi e considerando anche gli altri puntelli al patrimonio, negli ultimi mesi non si evidenziano deficit patrimoniali, mentre per Mps, Carige, Popolare Milano e Popolare Vicenza rimangono da raccogliere 3,3 miliardi. Senza alcun dubbio l'istituto più in difficoltà in tutta Europa è il Monte dei Paschi che avrebbe bisogno, secondo Bankitalia, di 2,111 miliardi di nuove risorse. Il cda dell'istituto ha dato mandato a Ubs e Citigroup di valutare tutte le «opzioni strategiche». E mentre l'ad Viola spinge verso una nuova emissione obbligazionaria (che potrebbe costare molto in termini di interessi) Bankitalia senza mezzi termini si dichiara a favore di nuove concentrazioni: «Eventuali carenza di capitali – ha detto il vice direttore generale Panetta - potranno essere coperte mediante risorse private. In presenza di intermediari non in grado di intervenire sul mercato si possono avere ipotesi di concentrazione». Parole a cui ha risposto indirettamente la Fondazione confermando che «considera strategico l'investimento nella banca che verrà costantemente monitorato anche in relazione ad eventuali operazioni straordinarie con l'obiettivo di mantenere il legame tra la Banca e il territorio senese». L'ipotesi spezzatino è quindi di estrema attualità e potrebbe portare Mps a liberarsi delle attività sia nel nord che nel sud Italia a favore di Bnp Paribas per mantenere il vecchio perimetro della Toscana e regioni centrali. L'esame della Bce ha svelato 136 miliardi di nuovi crediti deteriorati a cui, nello scenario peggiore, si potrebbero aggiungere altri 263 miliardi se la crisi economica dovesse perdurare. L'analisi voluta dalla Bce di Draghi, prima di assumere la vigilanza bancaria europea, obbliga le banche a muoversi in una difficile fase di mercato, con una possibile brutta sorpresa all'apertura delle borse di oggi al punto che la Consob ha riunito gli organismi per decidere se sospendere le contrattazioni su Mps: la Bce vuole vedere entro due settimane il piano di ciascuna banca, da realizzare entro sei-nove mesi. Il messaggio della Commissione è chiaro e mette le mani avanti: «La priorità sarà che ogni carenza di capitale sia coperta da fonti private». Delle nove banche bocciate tecnicamente in Italia (sulla base dei dati di fine 2013) dopo il rafforzamento del capitale operato da Veneto Banca, Banco popolare, Creval, Popolare Sondrio e Bper nei primi nove mesi del 2014 ne rimangono quattro. Ci sono le popolari Milano e Vicenza, che Francoforte considera in difetto di capitale anche se con ogni probabilità si affiderà al giudizio di Bankitalia che vede Popolare Milano salva grazie alla rimozione dei requisiti prudenziali aggiuntivi imposti da Via Nazionale nel 2010, e la vicentina con il cda che in extremis sabato ha deciso di convertire un bond in capitale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA