Interdittiva antimafia alla Impre di Reggio

REGGIO EMILIA Nel febbraio del 2013 hanno vinto l'appalto per la costruzione di una palestra scolastica nel comune di Bondeno (Ferrara), comune colpito dal terribile sisma in Emilia del 2012. Terminati i lavori, però, è giunta alla Prefettura di Ferrara dalla Prefettura di Reggio la comunicazione che la ditta vincitrice della gara - in consorzio con altre due imprese - era oggetto di un'informativa antimafia che di fatto l'ha esclusa dalla corsa per eventuali altri appalti pubblici. Una vicenda che vede al centro la Impre srl di Reggio Emilia, ditta edile che eseguì l'appalto relativo al lotto 1 della palestra di Bondeno insieme alla F.lli Aiello snc e alla Sof spa, con la quale aveva formato il Consorzio Servizi e Appalti. La gara vinta dalle tre aziende riporta nel contratto un corrispettivo di 1,1 milioni di euro (Iva esclusa), con una variante successiva che ha aumentato il costo di 221mila euro. Soldi versati alle imprese, che a fine anno avevano già terminato i lavori. La Impre, nel novembre del 2013, è venuta a conoscenza dell'interdittiva a suo carico (comunicata a dicembre alla Prefettura di Ferrara), scaturita secondo il titolare Giuseppe Talarico, «dal rapporto con un fornitore» in subappalto giudicato pericoloso in ordine a possibili infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. «Appena saputo dell'interdittiva ci siamo rivolti alla Prefettura di Reggio per risolvere la situazione - spiega l'imprenditore reggiano di origine crotonese - Non intendiamo fare ricorso al Tar perché abbiamo aperto un canale di dialogo con le autorità. Del resto, poi, lavoriamo soprattutto nel campo privato: la palestra di Bondeno è stata un'eccezione». Come da protocollo, l'intervento di ricostruzione - giudicato urgente vista l'emergenza vissuta dai cittadini dopo il terremoto - è partito immediatamente senza che fossero ancora giunte tutte le certificazioni necessarie. I controlli, infatti, sono stati effettuati successivamente, portando a galla i rapporti tra la Impre e alcuni soggetti ad essa legati, che hanno generato l'interdittiva. L'emissione della misura comporta una penale pari al 10% del valore del contratto, come previsto dal decreto 900 emesso il 29 maggio del 2014 dall'ufficio dell'ex commissario per la ricostruzione, Vasco Errani. Una volta verificate le lavorazioni in capo alla Impre (506mila euro), la Regione ha calcolato in 129mila euro l'importo dei contratti sottoscritti dalla ditta con imprese subappaltatrici. La sanzione, quindi, è stata di 12.900 euro, trattenuta dal saldo dei lavori certificati dalla Regione Emilia-Romagna. (e.l.t.)