La prima uscita dell'assessore è per il Ramadan

REGGIO EMILIA «I cittadini extracomunitari rappresentano una ricchezza. Non solo in termini culturali, ma anche economici». Era alla prima uscita ufficiale, invitata a festeggiare il Ramadan nella sede dell'associazione Comunità islamica Reggiana (Cir), in via Piccard. E, tra cous-cous e altri piatti tipici, non è mancato un momento di preghiera all'insegna dell'interculturalità, alla presenza anche di don Daniele Simonazzi, che ha portato i saluti del vescovo. È la serata trascorsa sabato da Serena Foracchia, assessore alla Città internazionale con deleghe ai Diritti di cittadinanza e alla Città interculturale. «L'immagine degli extracomunitari spesso è alimentata da pregiudizi – afferma Foracchia – Sono portatori di altre culture, e il giudizio rispetto ad altre culture va sospeso: bisogna conoscerle». Ed è proprio all'insegna di una conoscenza reciproca che si è svolta la serata, durante la quale c'è stato anche un momento di preghiera. «È ovvio che la convivenza tra culture, così come tra persone è sempre difficile – aggiunge Foracchia – si tende sempre a dare all'altro la colpa di qualcosa che non va, come se chi arriva dopo fosse sempre colpevole. È una concezione che va superata con la conoscenza. Le persone di origine straniera portano un valore enorme, non solo dal punto di vista culturale ma anche economico: sono persone piene di competenze, conoscono le lingue, sono mediatori culturali, hanno in sè la conoscenza della nostra cultura e di quella di provenienza». Due culture. Sono anche quelle con cui è cresciuta e si è formata la stessa Foracchia, che ha trascorso parte dell'infanzia e della prima adolescenza in Africa, in Tanzania, al seguito della famiglia. «Mio padre in quel periodo era medico per un'associazione non governativa italiana. Anche mia madre lavorava in Tanzania. È stata un'occasione che mi ha permesso di compiere questo percorso di conoscenza dell'Africa, di cui ho tantissimi ricordi». Soddisfazione anche dall'associazione islamica, i cui iscritti da tempo sono impegnati in un percorso di integrazione anche attraverso corsi per l'insegnamento della lingua italiana. «Si tratta di un'associazione che esprime una comunità intesa a far vivere la propria cultura senza chiudersi, ma aprendosi al confronto con il territorio», conclude Foracchia, annunciando nelle prossime settimane una serie di incontri anche con altre associazioni presenti in città. (e.spa.)