Padoan avvia il semestre ma è sfida con i "rigoristi"

di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Pier Carlo Padoan, è contento per un «inizio di discussione incoraggiante» e conta di arrivare al più presto a un'intesa sui conti. I grillini molto meno, per aver essere stati estromessi da qualsiasi carica, mentre i partiti di governo italiani hanno avuto quel che volevano dal Parlamento europeo. È stata una giornata ricca ieri a Bruxelles, che è iniziata con la riunione dell'Eurogruppo, che oggi si trasformerà in Ecofin, la prima riunione di ministri (questa volta delle Finanze) presieduta da un italiano in questo Semestre che vede Roma alla guida (non da sola) dell'Unione. Padoan ha iniziato ieri pomeriggio illustrando le priorità della presidenza italiana, «che - ha spiegato - riguardano crescita e occupazione e che si articolano su tre pilastri: più integrazione e più mercato interno, riforme strutturali, e investimenti per la crescita. Su questo ampio scambio di vedute e l'accordo sul fatto che queste devono essere le priorità, naturalmente c'è anche divergenza di opinioni su quale tipo di specifiche misure sono necessarie - ha ammesso - ma lo considero un inizio molto incoraggiante per la discussione che avremo in Ecofin». Il ministro poi è sceso nel concreto, perché quando nell'Eurogruppo si è iniziato a parlare di investimenti e flessibilità l'Italia, che col ministro ha rivendicato «di avere le finanze pubbliche tra le più sostenibili della Ue come dice la Commissione», non ha avuto nessuna concessione. E Padoan non ha millantato qualcosa di diverso. Per aver diritto alla flessibilità «le riforme strutturali vanno votate, tradotte in legge e attuate», ha spiegato. Poi, una volta fatte «discuteremo come tutti insieme possiamo tenere conto dell'impatto che hanno sulla sostenibilità di bilancio, sugli effetti sugli altri paesi, sulla composizione del vincolo di bilancio». D'altra parte la linea di Bruxelles non è cambiata di nulla. Per il ministro dell'Economia tedesco Schaeuble «vogliamo fare di più per avere più investimenti e crescita, ma non deve essere una scappatoia per non fare quello che ci serve». «Non esiste debito buono o debito cattivo; il debito è sempre debito, è deficit: su questo non ci piove», ha aggiunto il commissario agli Affari economici pro tempore Siim Kallas al termine dell'Ecofin, stroncando dunque ogni discussione sul debito per fare investimenti. Poco prima il presidente dell'Eurogruppo Jeroem Dijsselbloem aveva spiegato che «oggi non si è discusso di flessibilità, però vedo un dibattito molto interessante sui giornali... Noi stiamo dentro le regole esistenti dove la flessibilità c'è, e il tempo in più è già stato concesso in alcuni casi». Come quello francese, e dunque in serata sembrava quasi disperato l'appello del presidente François Hollande: «Ogni Paese, inclusa la Francia, deve rispettare gli impegni ma vanno usati tutti i margini, tutta la flessibilità per chi è impegnato nella riforme». Nel pomeriggio poi molto male è andata ai grillini, che si sono alleati al Parlamento con il britannico Nigel Farage per formare un gruppo che gli consentisse di avere dei posti nelle commissioni. A questa formazione spettavano una presidenza e qualche vice presidenza, che sarebbero andate tutte agli italiani perché gli altri membri del Gruppo Efdd, anti europeisti convinti, disdegnano ruoli di potere nelle istituzioni Ue. Però quando la scorsa settimana ci fu l'inaugurazione della legislatura del Parlamento fu suonato l'Inno dell'Europa (l'inno alla gioia di Beethoven) i britannici voltarono le spalle all'orchestra. Beppe Grillo disse che «hanno fatto bene». Non cercavano altro che un pretesto come questo popolari, socialisti e liberali, la maggioranza del Parlamento, per tagliar fuori le forze euro scettiche dai posti di comando. Invece è andata alla grande ai partiti di governo italiani. Hanno avuto la presidenza di tre commissioni. A Roberto Gualtieri (Pd) è toccata la commissione per gli Affari economici, una delle più importanti del Parlamento, a Silvia Costa la Cultura (attraverso la quale passa ad esempio il programma Erasmus) e a Giovanni La Via, di Ncd, in quota Ppe, è andata la Ambiente, dove nella scorsa legislatura è passata la maggior parte di atti normativi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA