Contratto in alto mare Rottura tra Fiat e sindacati

ROMA È rottura tra Fiat e sindacati (Fim-Uilm-Uglm-Fismic) sul contratto degli 86.000 lavoratori del gruppo. Non è stato raggiunto un accordo sull'entità dell'una tantum per il 2014. La Fiom è tenuta fuori dalla trattativa dalla Fiat. «Nel corso della trattativa - ha spiegato Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim - l'azienda ha portato da 200 a 250 euro all'anno la cifra da dare a tutti i lavoratori compresi i 30.000 cassaintegrati, ma per noi non era possibile scendere sotto i 300 euro». «Una distanza che non siamo riusciti a colmare. Speriamo che con le iniziative che metteremo in campo l'azienda cambi idea», ha detto Eros Panicali, segretario nazionale Uilm. «È normale che un negoziato su un contratto si possa arenare sull'aumento salariale. Questo non mette in dubbio la validità del modello contrattuale Fiat» ha aggiunto Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic. Anche per Maria Antonietta Vicaro dell'Ugl «non è in discussione il contratto ma è necessaria una riflessione sui parametri economici». «Siamo molto preoccupati, non è l'epilogo che auspicavamo. Abbiamo fatto di tutto per evitarlo, ma non è stato possibile», affermano Giovanni Serra e Francesco Scandale dei Quadri Fiat per i quali «un accordo va raggiunto a tutti i costi». Fim, Uilm, Fismic e Ugl bloccheranno gli straordinari negli stabilimenti Fiat dalla prossima settimana. La decisione, assunta dopo la rottura della trattativa sul contratto, sarà ufficializzata nella riunione delle segreterie lunedi. L'azienda ha offerto un massimo di 250 euro rispetto a una richiesta dei sindacati intorno a 300. La differenza di 50 euro moltiplicata per gli 86mila dipendenti di Fiat e Cnh Industrial fa 4,3 milioni, che assieme ad oneri e altre voci fa arrivare la cifra intorno a 5 milioni. I negoziati tra Fiat e Cnh Industrial e i sindacati firmatari sono iniziati alla fine del novembre scorso. Al tavolo con i sindacati firmatari non è presente la Fiom, che tra l'altro ha convocato a Roma per oggi una conferenza stampa del segretario generale Maurizio Landini sulla Fiat, in particolare «sulle ultime evoluzioni della vicenda giudiziaria di Pomigliano e sulla trattativa in corso con il gruppo». «La vicenda del contratto Fiat in cui la Fiat offre l'elemosina di 18 euro lordi di aumento è emblematica di un padronato che sfrutta i lavoratori fino al midollo. Di fronte all'interruzione della trattativa a cui sono stati obbligati addirittura Fim Uilm e Fismic si potrebbe commentare con una battuta: per la Fiat costano troppo anche i sindacati venduti, vuole solo quelli regalati», afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista.