Nel mirino il "forziere" di Motti

di Enrico Lorenzo Tidona wREGGIO La procura voleva sequestrare a Tiziano Motti circa 700mila euro. Una richiesta respinta e riaccolta poi nei giorni scorsi dal tribunale del riesame in forma ridotta, circa 300mila euro, congelati su richiesta del pm reggiano Stefania Pigozzi, titolare dell'inchiesta per stampa clandestina e truffa ai danni dello Stato in capo all'ex europarlamentare reggiano, amministratore della cooperativa editoriale "Nuova stampa - Il giornale", che rischia ora di chiudere i battenti. I soldi incassati sotto forma di contributi alla stampa da Motti nel biennio 2010-2011 non sarebbero dovuti, secondo quanto rivela l'inchiesta, che ha preso in mezzo anche la moglie dell'ex politico, Stefania Bigliardi, sua braccio destro negli affari e amministratrice della Uninvest spa (già Gruppo Unica e poi Europa Servizi), snodo centrale della galassia imprenditoriale di Motti. LA CONCESSIONARIA. «Probabilmente ritengono che la cooperativa di giornalisti "Nuova stampa" sia fittizia e che la vera società al centro dell'ipotesi di truffa possa essere la concessionaria della pubblicità» spiega Liborio Cataliotti, avvocato della famiglia Motti, che si sta occupando del caso. «Non c'è motivo per il quale mia moglie debba essere indagata - conferma Motti - se non quello di essere la responsabile della Uninvest, che raccoglie la pubblicità per le nostre pubblicazioni. Peraltro siamo noi i primi clienti della nostra stessa società e tutto avviene sotto la luce del sole». La Uninvest spa (quasi 12 milioni di euro nel 2012 e utile di appena 37mila euro) è la società operativa della famiglia Motti, quella con il maggiore giro d'affari, racchiusa nella Uninvest srl, holding di controllo partecipata al 50% da Motti e dalla moglie. I CONTRIBUTI. Alla cooperativa amministrata da Motti sono stati versati negli anni centinaia di migliaia di euro. Il contributo del 2010 ammonta a 400mila euro, negli anni successivi, invece, si è attestato tra i 200mila e i 300mila euro. Soldi finiti sotto la lente di ingrandimento della procura perché la coop che pubblica il bisettimanale "Il giornale di Reggio" era registrata al tribunale di Bari (leggi articolo sotto), passata poi a Reggio Emilia. Un ritardo nel passaggio di iscrizione della testata tra le due città ha fatto diventare la pubblicazione clandestina (quindi illegale), e perciò non più titolare dei contributi statali. FONDI PER I SALARI. «Si tratta di un finanziamento alla stampa riservato ai periodici bisettimanali come il nostro "Giornale di Reggio", assegnato solo se le coop rispettano un rapporto tra giornalisti dipendenti e soci pari al 50%, oltre a una certa anzianità nella stampa del periodico - dichiara Motti - Noi, con quei soldi, abbiamo sempre pagato i salari dei dipendenti e altre spese. Ora, invece, oltre ad averci sequestrato denaro contante, la presidenza del Consiglio dei ministri ci ha bloccato i contributi in pagamento ad aprile 2014. Non sappiamo più come pagare la stampa del giornale. Era già tutto a bilancio e io, personalmente, non sono rimasto con molti soldi in tasca. Ho delle proprietà e cercherò di alleviare il disagio creato ai miei dipendenti, ma non sarà facile». FESTA ROVINATA. Tra due giorni, al Pala Bigi, Motti sarà protagonista di un evento per celebrare la festa di chiusura delle scuole organizzato dalla sua fondazione. Sul palco proprio l'ex eurodeputato, che si è inventato una veste "rock" producendo l'album "Siamo tutti assolti", che verrà fatto ascoltare dal vivo ai giovani studenti delle scuole reggiane. Tra i brani c'è il singolo "La Verità", al centro del progetto discografico distribuito da Universal Music Italia, che si è aggiudicato dalla prima settimana di esordio il 17esimo posto nella classifica nazionale degli album più venduti e la 21esima posizione nei download di iTunes. Il ricavato dalle vendite digitali del singolo, aveva promesso Motti, doveva essere devoluto dalla sua fondazione al Telefono Azzurro, a Unicef Italia e alla Caramella Buona per le iniziative in tutela dei bambini. Dopo il sequestro conservativo per le somme, però, il condizionale è d'obbligo, in attesa di sapere se la vicenda giudiziaria approderà in tribunale o se verrà invece archiviata. Alle associazioni Motti aveva personalmente garantito una donazione minima di 20mila euro, al di là del successo o meno dell'album.