«Marco era il mio idolo Ora voglio la Sanremo»

dall'inviato wOROPA (Biella) Enrico Battaglin è di Marostica, ma non è nemmeno lontano parente del più celebre concittadino Giovanni. Il 24enne non è uomo da classifica, sogna di vincere una Classica, ma il trionfo di ieri, sulla salita di una delle più grandi imprese del Pirata, costituisce comunque un passo importante in una giovane carriera che, l'anno scorso, sembrava aver subito una brutta battuta d'arresto proprio dopo la prima vittoria al Giro d'Italia, quella di Serra San Bruno. «Quest'anno ho vinto la quattordicesima tappa, l'anno scorso in questa stessa tappa ero caduto e mi ero dovuto ritirare – racconta il vicentino della Bardiani Csf – Sono stati mesi difficili, l'anno scorso non sono mai riuscito a recuperare la condizione, ma è stato un episodio che mi ha dato tanta grinta. Spero che questa vittoria possa essere la svolta». La convinzione di sicuro non gli manca. È partito al km zero e, dopo tutta quella salita, ha avuto la forza di mettere il 53 e alzarsi sui pedali per bruciare Pantano e Cataldo negli ultimi 50 metri. «Ci ho creduto – racconta ancora Battaglin – Sono partito quasi per sbaglio, perché quelli designati erano Bongiorno e Zardini. Ci ho provato, ho visto che ci davano spazio e ci ho creduto fino in fondo. Sulla salita finale ho sofferto tanto, ho tirato un po' il fiato ai due km e poi sono riuscito a rientrare ai 500 metri. Ero davvero a tutta, ho rifiatato un altro po' e mi sono accorto che quelli davanti si erano impiantati. Allora ho messo il rapporto più duro per provare a saltarli. Quando ho superato Cataldo mi sono voltato, ma solo perché temevo che qualcuno mi stesse riprendendo. Mi è rimasto giusto il tempo per alzare le braccia». Avviato al ciclismo ad appena sei anni dai genitori («la dedica è a loro e alla mia ragazza»), Enrico è cresciuto vincendo, nel mito di Marco Pantani e Mario Cipollini. «Vincere qui, in mezzo ai tifosi del Pirata, è ancora più bello», dice Battaglin, che ha dimostrato per la seconda volta di poter ambire al traguardo dei suoi sogni, una grande Classica: «Forse sono più adatto e Freccia Vallone, Amstel Gold Race e Liegi-Bastogne-Liegi, quest'anno alla Milano-Sanremo sono caduto, ma il mio sogno resta la Classica di primavera». Intanto, si gode il grande clima di casa Bardiani: il suo successo fa il paio con quello del suo grande amico Marco Canola a Rivarolo Canavese. «Il suo successo è stato sicuramente uno stimolo – conclude Enrico – Siamo stati entrambi fortunati».(m.d.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA