Canonizzazione dei Papi cento reggiani verso Roma

Si avvicina il 27 aprile, giorno della canonizzazione dei Papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Il percorso di canonizzazione avviato dalla Chiesa cattolica porta alla sentenza definitiva con cui il Papa stabilisce che un beato venga iscritto nel catalogo dei santi e che la sua memoria si possa celebrare nella Chiesa universale. «Siamo pronti, prontissimi», ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino. Sì, perché la capitale sarà letteralmente invasa: attese, per il 26 e per il 27, 61 delegazioni in rappresentanza di 54 paesi, 19 capi di Stato, 24 primi ministri e 23 ministri mentre 2 miliardi di persone seguiranno l'evento da casa. Già individuati quattro punti nella capitale dove saranno disposti i maxischermi: Piazza del Popolo, Piazza Farnese, Fori Imperiali, via della Conciliazione; una cerimonia che si concluderà il 27 alle 12,30 mentre la basilica di San Pietro rimarrà aperta fino all'una di notte. Insomma, una giornata di portata storica. Alla cerimonia presieduta da Papa Francesco, alla quale sono attesi cinque milioni di pellegrini, assisterà anche una piccola ma entusiasta delegazione reggiana, organizzata dall'Azione cattolica diocesana. «Un centinaio di persone, divise in due pullman, uno per i giovani e l'altro per gli adulti», ci spiega Liliana Ragazzi, responsabile del pellegrinaggio per l'Azione cattolica reggiana: «Con noi anche una piccola rappresentanza di badanti polacche che vivono qui in città, fedelissime, com'è facile intuire, di Karol Wojtyla». La partenza per Roma è prevista per sabato 26 aprile alle ore 23.30 da piazzale Europa. «Un viaggio lungo e faticoso, una notte trascorsa in pullman ma non ci spaventiamo, anzi; andare, per noi, significa rendere omaggio alle opere e agli insegnamenti dei due Papi ora Santi alla cui memoria dedicheremo anche la Festa della Compagnia che faremo il 4 maggio in Piazza Prampolini qui in città. Non dimentichiamoci, poi, degli undici giovani volontari reggiani che, dopo aver lavorato nello staff delle Giornate mondiali della gioventù, sono già a Roma per dare il loro contributo alla macchina organizzativa di questo importante evento». Chiara Oleari ha 24 anni, studia Chimica all'università di Bologna e sarà una delle ragazze a salire sui pullman con direzione Città del Vaticano. «Tutti speriamo di raggiungere piazza San Pietro ma sappiamo che sarà quasi impossibile - ci spiega - ma poco importa. Ci accontenteremo di assistere alla cerimonia dai maxischermi. È il clima che si respira quello che conta e io e gli amici che vengono con me potremo dire, fra tanti anni, "io c'ero", come c'eravamo al funerale e alla beatificazione di Giovanni Paolo II a cui sono particolarmente grata per la grande intuizione delle Giornate mondiali della gioventù». Di Wojtyla e Roncalli, Chiara apprezza «quel loro essere rivoluzionari e coraggiosi, ma sempre umili: hanno avvicinato i giovani alla Chiesa con l'insegnamento e l'esempio personale, entrambi buoni, me fermi nelle scelte». «Due figure diverse, due papati diversi» ci spiega don Giordano Goccini, direttore dell'ufficio diocesano di Pastorale giovanile, «accomunati però da un dato: la grande simpatia riscossa da entrambi anche al di fuori degli ambienti della Chiesa cattolica. Due diverse epoche storiche, inoltre: Giovanni XXIII ebbe a che fare con Kennedy e Kruscev, mentre Giovanni Paolo II con la caduta dei regimi comunisti nell'Europa dell'est». Andrea Montanari