Assalto dei 5 Stelle ai Comuni reggiani

REGGIO Una crescita esponenziale, capace in 5 anni di moltiplicare a dismisura l'influenza "grillina" sul territorio della provincia reggiana. Se alle elezioni amministrative del 2009 solo in 4 Comuni ( Reggio, Guastalla, Cavriago e Rubiera) era presente una lista "pentastellata", in vista della tornata elettorale del 25 e 26 maggio il simbolo del Movimento 5 Stelle comparirà sulla scheda elettorale di una quindicina di paesi. Basta questo dato per connotare i "grillini" come fenomeno politico delle imminenti elezioni, che catalputeranno così una nuova generazione di politici sulla scena con l'obiettivo di sovvertire degli equilibri che in terra reggiana permangono da decenni. Che l'avvento dei seguaci di Grillo sia da record lo sottolineano i numeri. Assieme a quella di Modena, la provincia di Reggio è quella in cui si registra la maggiore affluenza di liste grilline, segno che in questi anni la "base" si è significativamente allargata, tanto da estendersi fino a tutti i Comuni capidistretto e – esclusa la montagna – a macchia d'olio su tutto il territorio. Che l'aria sia cambiata rispetto a 5 anni fa lo dimostrano anche le vicissitudini di Reggio capoluogo: se nel 2009 il candidato Matteo Olivieri raccolse poco più del 3%, ben altro risultato è da attendersi dal suo successore Norberto Vaccari, da più parti considerato come il "vero" antagonista di Luca Vecchi e in grado di portare il Pd al ballottaggio. Ma a cosa si deve questa crescita esponenziale? Va da sé che il malcontento suscitato dalla politica "tradizionale" abbia provocato un terremoto all'interno dell'elettorato. Di certo, l'esito complessivo della progressione a cinque stelle restituisce l'immagine di una base multiforme. Che sottrae voti, in modo eguale, ai due "blocchi" che hanno caratterizzato la Seconda repubblica. Fin dall'epoca del primo V-Day, e ancora alla fine del 2010 (quando i sondaggi stimavano il Movimento non oltre il 4-5%), gli elettori potenziali del MoVimento presentavano una netta caratterizzazione di sinistra: in parte si trattava di ex-elettori delusi del Pd, in parte di persone vicine all'area della sinistra radicale, movimentista e antiberlusconiana. Le amministrative 2012, che hanno visto un'impennata di preferenze per il M5S, hanno invece sancito il forte allargamento della componente di elettori provenienti da Pdl e Lega. Più recentemente questa tendenza sembra essersi ridimensionata e le componenti di destra e di sinistra all'interno del Movimento paiono più bilanciate, ma sta di fatto che la riscoperta della piazza e l'eterogeneità delle sue componenti sono al momento il punto di forza di questo (non) partito che non è né di destra né di sinistra, ma che nel suo profilo elettorale "pesca" un po' da entrambe le parti. Queste analisi possono reggere anche in terra reggiana, seppur con le dovute proporzioni. Intervistando i vari candidati, gli esponenti e gli attivisti del Movimento della provincia si può avere la netta percezione che la vera partita i grillini la giochino contro il Pd. «L'importante è che gli elettori non votino il Partito democratico», hanno ripetuto più volte. Del resto, il Pd ha un'egemonia pressoché totale nei Comuni reggiani che andranno al voto in maggio, ed è proprio al Pd che il M5S punta a togliere dei voti. Basterà per vedere, per la prima volta nella storia, un sindaco reggiano a cinque stelle? Non è dato sapere se ci saranno dei nuovi Pizzarotti, ma in alcuni Comuni reggiani la partita è apertissima. Andrea Vaccari