Calabria, Scopelliti getta la spugna «Sentenza clamorosa»

CATANZARO Dimissioni, prima che intervenga la sospensione. Una decisione maturata dal presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, dopo la lettura del dispositivo della sentenza di condanna a sei anni di reclusione per abuso e falso. Quindi, valutata nella notte e resa esplicita, ieri, a Catanzaro nella sede della presidenza. Dopo quattro anni esatti di governo del centrodestra (tutto ebbe inizio il 30 marzo 2010) si chiude così, con il pronunciamento del tribunale di Reggio Calabria, l'esperienza amministrativa alla guida della Regione del due volte sindaco della città calabrese dello Stretto. Sei anni di reclusione, con la condanna accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici, per le vicende legate alle autoliquidazioni dell'ex dirigente comunale Orsola Fallara, suicidatasi nel 2010. Un ciclone che scuote i palazzi della politica calabrese e che fa sentire i suoi effetti anche a Roma. Scopelliti, unico governatore in Italia ad avere seguito Angelino Alfano nel Nuovo centrodestra, è, infatti, anche il coordinatore nazionale dei circoli del partito. A Palazzo Alemanni, nel cuore del centro storico di Catanzaro, ci sono assessori, consiglieri e tanti amici del governatore giunti per manifestargli solidarietà e vicinanza. Il clima però non è dei migliori. E la domanda più gettonata è: quando si andrà di nuovo a votare? Tutti concordano sulla tornata autunnale «magari - butta lì qualcuno - in concomitanza con le elezioni amministrative a Reggio Calabria». Alla conclusione della riunione di giunta convocata in tutta fretta, Scopelliti è esplicito: «Sono rispettoso delle sentenze. È necessario fare un passo indietro». Poi, non manca di mettere i puntini sulle i: «Le sentenze vanno rispettate soprattutto quando si è uomini delle istituzioni, ma non posso esimermi dal commentare quella che mi riguarda. Una sentenza clamorosa che lancia un messaggio inquietante e pericoloso per tutti gli amministratori del Paese». E non è finita. «Lavoreremo e torneremo in campo come sempre - assicura il governatore - a combattere la battaglia da postazioni e con ruoli diversi. Le mafie le combatteremo a viso scoperto, e quando servirà indicheremo i nomi e cognomi di coloro che hanno messo in ginocchio questa terra e pensano di continuare a condizionarla». A porte rigorosamente chiuse, Scopelliti si riunisce con i capigruppo ed i consiglieri di Ncd, Forza Italia e Udc che compongono la maggioranza di centrodestra che sostiene la sua Giunta per decidere il da farsi. Durante una pausa il governatore conferma la decisione di lasciare: «Non si torna indietro».