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CANDIDATURE Politiche, poche idee e tante processioni nDai vostri spettabili quotidiani locali, venerdì 21 marzo, ho letto l'inaspettata e gradita notizia che qualche politico dell'attuale sinistra della provincia di Reggio è papabile, nelle prossime elezioni al governo europeo. Per un cittadino, che vive e lavora in questa ex operosa città ora nel mirino della magistratura per infiltrazioni mafiose, è motivo di orgoglio, poter varcare i confini della Patria con personaggi che dipanano politica sulle teste dei cittadini, alla luce del sole senza ombra e sospetto, col solo interesse di distribuire pace e giustizia sociale, e lungi da loro il pensiero di conservarsi la comoda e ben retribuita poltrona. Sempre dai spettabili quotidiani locali, lo scorso anno si leggeva che un magistrato aveva interrogato i sopra citati politici della provincia, e non solo, per una o più loro partecipazioni ad una processione del Santo Patrono in una cittadina del meridione. In Italia dalle Alpi alle Piramidi, dai tempi di quel politico che diceva "il potere logora chi non ce l'ha" si è sempre voluto mischiare il sacro col profano. Al codazzo della sopracitata processione infatti, si accodavano vestendo la fascia tricolore anche politici del governo della città che ora siedono a Montecitorio o politici che siedono in regione, che oggi ogni tanto per farsi sentire vicini alla gente, sulla stampa si vestono da paladini della cristianità a difesa del crocifisso nelle scuole o dei vangeli finiti nel pattume. Al tempo in cui ero un fanciullo ad Avellino nel giorno in cui si celebrava il Santo Patrono della città, scendevo in strada per raggiungere la nonna paterna Rosalina, che partecipava alla processione a piedi scalzi, portando un enorme cero e pregando e cantando in latino insieme ad altre anziane vestite tutte di nero. Alla domanda di cosa dicevano nel canto e cosa significava quello che cantavano, la nonna mi afferrava con forza il braccio quasi a farmi male, mi tirava a se tra le sue vesti a tapparmi la bocca ed a discapito della mia curiosità mi diceva: "statte zitto e canta". Mia nonna era molto religiosa, ma vendeva anche la stoffa in un negozio a 100 metri dal Duomo… per fuggire da questo sono emigrato a Reggio nella più rossa città del Nord. La città dei fratelli Cervi, la città degli operai assassinati in piazza della Vittoria. Cosa devo fare oggi, alla fine del sogno infranto continuare a cantare senza pormi domande? Permettetemi di farne almeno una: la politica si fa con i programmi o si fa con le processioni? Salvatore Carulli Reggio Emilia stipendi manager State tranquilli non se ne vanno nL'intenzione del revisore della spesa pubblica Cottarelli di tagliare gli stipendi eccessivi degli alti dirigenti pubblici è pienamente condivisibile e si collega all'iniziativa portata avanti a Reggio per sforbiciare gli stipendi faraonici dei massimi dirigenti di Iren, la più importante azienda partecipata dei comuni reggiani. Tale iniziativa ha portato a primi risultati, da consolidare e rendere ancora più tangibili. Speriamo che il nuovo governo Renzi-Delrio prosegua in questa direzione e decida di tagliare gli stipendi faraonici ed eccessivi dei manager pubblici. Siamo tutti sicuri che il possibile esodo pronosticato da qualche boiardo di stato non vi sarà perché all'estero i manager pubblici e privati percepiscono in genere molto meno che in Italia ed il differenziale tra lavoratori è meno evidente e squilibrato che nel nostro Paese. Roberto Pierfederici consigliere comunale socialista razzismo Rifondazione rifiuta leggi liberticide nIl 21 marzo si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale contro il razzismo in ricordo del 21 marzo 1960 quando in Sudafrica, 69 manifestanti neri, che protestavano contro un provvedimento che imponeva loro di esibire un permesso se fermati nelle aree riservate ai bianchi, furono uccisi da trecento poliziotti bianchi. Non è corretto suddividere la popolazione umana in razze, occorre invece considerare ogni singolo individuo come un contenitore di variabilità genetica, che ha origine essenzialmente nella sua singola e unica storia personale. Nonostante la dimostrazione dell'assoluta non scientificità delle teorie razziste, esistono ancora oggi personaggi e ideologie politiche che si oppongono al multiculturalismo e al meticciato sociale. Questo è evidenziato da leggi che limitano la libertà di movimento e calpestano la dignità degli immigrati, come la legge Turco-Napolitano prima e la Bossi-Fini ora, che hanno introdotto veri e propri lager chiamati Centri di identificazione ed espulsione. Il Partito della Rifondazione Comunista rifiuta la segregazione razziale, considerando le differenze come una ricchezza e auspica la diversità e la migliore collaborazione tra i gruppi, perché possa nascere un reciproco scambio e un continuo mescolamento culturale e sociale. La volontà è quella di portare in piazza i nostri percorsi di liberazione per ribadire la nostra volontà di agire nello spazio pubblico, per produrre trasformazione sociale e culturale, proponendo le diversità e le differenze contro l'identità nazionale razzista. Rifondazione Comunista Segreteria Provinciale Reggio Emilia