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di Maria Rosa Tomasello wROMA È l'astensione il primo partito nel pallottoliere delle amministrative 2013, ma se la maggioranza degli elettori diserta i seggi, chi vince la prova delle urne è un centrosinistra rivitalizzato dal «partito dei sindaci». Quello da cui, commenta il ministro ed ex sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, «riparte una speranza». Mentre l'affluenza si ferma al 48,5%, con una flessione di 11 punti rispetto al 59,7% del 27 e 28 maggio, e in Sicilia l'affluenza al primo turno si attesta al 66%, il centrosinistra fa l'en plein negli undici capoluoghi richiamati al voto, strappando cinque municipi agli avversari, un risultato che addizionato ai cinque conquistati al primo turno (Sondrio, Pisa, Massa, Isernia e Vicenza) portano il conto finale al 16 a zero. Negli altri 56 Comuni al voto (54 sopra i 15mila abitanti), 34 finiscono nel bottino del centrosinistra, 18 vanno al centrodestra, mentre il Movimento 5 Stelle conquista Pomezia (Latina), e Assemini (Cagliari). Per il centrodestra la sconfitta è bruciante a Roma, dove il chirurgo dei trapianti Ignazio Marino, 58 anni, sconfigge l'uscente Gianni Alemanno, travolgendolo con il 63,9% dei voti contro il 36,1%. Certo la disaffezione degli elettori pesa sul risultato: solo il 44,9% torna a votare, -8% rispetto al primo turno, ma l'ex senatore Pd riporta in Campidoglio dopo cinque anni il centrosinistra che aveva vissuto come un lutto la perdita della Capitale nel 2008. Ma il Pdl e i suoi alleati sono costretti, soprattutto, a cedere dopo vent'anni alcune storiche roccaforti, come Imperia, Treviso, Viterbo. In Liguria l'imprenditore Carlo Capacci, sostenuto da Pd e tre liste civiche (una delle quali capitanata dal sindaco uscente Pdl Paolo Strescino alla guida di un gruppo di dissidenti), stravince in quello che era il feudo di Claudio Scajola: 76,1% contro il 23,9% di Erminio Annoni, molto vicino a Scajola, e l'ex ministro punta il dito contro «le inchieste della magistratura sul porto e su di me». A Treviso finisce l'era del sindaco-sceriffo della Lega, Giancarlo Gentilini, affossato dall'avvocato Giovanni Manildo, renziano, con il 55,5%, mentre nel Lazio passa di mano la guida della città dei Papi: l'imprenditore florovivaista Leonardo Michelini porta a casa la vittoria con il 62,9% dei voti contro il sindaco uscente Giulio Marini, che si ferma al 37,1%. Anche Brescia, dopo cinque anni, torna al centrosinistra con Emilio Del Bono: con il 56,5%, spinto dallo slogan «Cambia l'aria», l'ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, esperto in sicurezza del lavoro, sconfigge l'uscente Adriano Paroli, ex deputato del Pdl. A Iglesias, comissariata e prima in mano al centrodestra, vittoria di misura del chirurgo Emilio Gariazzo, con il 51,7%, che espugna per il Pd uno storico bastione dell'Udc, battendo Gian Marco Eltrudis. Non passa di mano, invece, dopo lo scandalo del Monte dei Paschi, il comune di Siena, storica città "rossa". Il centrosinistra resta al governo, anche se con un risicato 52% con Bruno Valentini, funzionario Mps: battuto il cardiochirurgo Eugenio Neri, candidato civico appoggiato dal centrodestra. Ad Ancona si impone con il 62,6% Valeria Mancinelli, avvocato, specializzata in pubblica amministrazione, che sarà la prima donna a guidare la città e che ha sconfitto lo sfidante del centrodestra Italo D'Angelo, fermo al 37,4%. A Barletta conquista la fascia tricolore, e la indossa subito, il giornalista ed ex portavoce del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Pasquale Cascella, con il 62,9%, che sconfigge Giovanni Alfarano. Il centrosinistra si conferma anche a Lodi, dove governava prima del commissariamento: Simone Uggetti, ex assessore all'Urbanistica della città, con il 53,6% batte Giuliana Cominetti, sostenuta da Pdl e Lega Nord, mentre ad Avellino il nuovo sindaco è Paolo Foti, Pd, che batte con il 60,6% Costantino Preziosi, Udc: una sfida tra due candidati che è anche una sfida tra due ex big della Dc: Nicola Mancino, sostenitore di Foti, e Ciriaco De Mita, a favore di Preziosi. Anche in Sicilia, dove al primo turno mezzo milione di elettori su un totale di un milione 600mila ha disertato i seggi (142 i Comuni al voto) e dove lo spoglio va a rilento per numerosi problemi tecnici, il centrosinistra è avanti: a un passo dalla vittoria a Catania e a Messina, in vantaggio negli altri due capoluoghi al voto, Siracusa e Ragusa, tutte finora in mano al centrodestra, mentre il Movimento 5 Stelle è al palo e potrebbe addirittura restare fuori da molti consigli comunali, come nella città etnea. A Catania l'ex ministro Enzo Bianco è poco sopra il 50%, quasi 15 punti sopra il sindaco uscente Raffaele Stancanelli (attorno al 36%), mentre a Messina Felice Calabrò è vicino al 50%. Negli altri capoluoghi, invece, sicuro il ballottaggio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA