«Parola uno del gruppo farò le scelte solo guardando al campo»

REGGIO Quella di Lamberto Zauli è una presentazione per modo di dire, come sottolinea lo stesso tecnico. «Inutile che stia a descrivermi perché mi conoscete, sapete quanto ci tengo e cosa rappresenta per me la Reggiana». Quando ha capito che c'erano i presupposti per tornare? «Fin dal 23 dicembre. L'esonero per me è stato un grande dispiacere: ho un bellissimo rapporto con la squadra, so che le difficoltà saranno tantissime, in questi tre mesi ho seguito i ragazzi con grande attenzione, è come se non avessi mai smesso di allenare. Rientro con grande entusiasmo, nella carriera le difficoltà mi hanno portato ad alti livelli e voglio trasmettere la mia voglia di emergere alla squadra». Si può evitare i play out? «Servono orgoglio e dignità, per me sono i valori trainanti già all'inizio della stagione, figuriamoci quando mancano sette partite. E non mi metto a parlare certo di tattica, perché senza un certo spirito il 4-3-3 o il 5-3-1-1 non spostano nulla». Come pensa che verrà accolto dalla squadra? «Li ho trattati tutti allo stesso modo, non ho la presunzione di aver fatto tutto giusto, ma sono stato sempre leale e diretto». Andrea Parola? «Si allenerà da subito con la squadra». E la vicenda del messaggio spedito ai compagni, in cui chiedeva di farla fuori, è acqua passata? «Una volta c'era la cena, oggi ci sono i cellulari. Ho reagito per difendere la squadra che è la mia priorità, però Parola si è sempre allenato bene e credo che i panni sporchi vadano lavati in famiglia. Detto questo ho 28 giocatori a disposizione, undici sani da mandare in campo li trovo». Pensa che ci sia modo di ricompattare lo spogliatoio? «Se ci sono ancora frizioni vuol dire che i ragazzi non hanno capito nulla e che salvarsi sarà molto difficile». Quanti giocatori l'hanno chiamata in queste ore? «Mi sono arrivati parecchi messaggi». Barilli, lunedì sera, ha detto che quattro giocatori non saranno tanto contenti del suo ritorno. «Se ho un pregio è quello di non essere rancoroso: se un giocatore mi sta antipatico ma fa vincere le partite tranquilli che gioca sempre. Però non voglio sentire volare nemmeno una mosca sulle scelte che faccio». Sembra molto determinato... «Lo sono sempre stato, forse adesso avete una prospettiva diversa. Mi è sempre piaciuto fare autocritica, negli ultimi mesi ho avuto parecchio tempo per pensare a quello che non è andato...». Troverà una squadra in parte diversa, con tre innesti. «Bonvissuto e Gilioli non li conosco, Zanetti sì perché ci ho giocato assieme ai tempi di Vicenza: ma all'epoca era un ragazzino, sono passati diversi anni. Chiaro che avrò bisogno di tempo per valutarli al meglio». Domenica vedremo già la sua Reggiana? «La vedrete già oggi (ieri, ndc), la sfida con il San Marino comincia dal primo allenamento». I tifosi sono molto critici rispetto al suo ritorno. «Io non voglio fare proclami. É la squadra che trasporta la gente, non il contrario: voglio una Reggiana che lotta su ogni pallone e che non molla mai. Non ho intenzione di arruffianarmi nessuno, per me allenare la Reggiana è come allenare il Real Madrid, mi sono sempre piaciute le piazze importanti e questa lo è». Fabio Varini