Parola deve essere reintegrato in squadra

«Il Collegio Arbitrale presso la Lega Italiana Calcio Professionistico in data odierna ha deliberato il reintegro nella rosa della Prima Squadra di A.C. Reggiana 1919 del calciatore Andrea Parola, che dallo scorso 8 gennaio era stato temporaneamente sospeso dagli allenamenti, da parte della società, per motivi disciplinari». Questo il comunicato emesso ieri dalla Reggiana. L'episodio che ha visto chiamato in causa Andrea Parola fa riferimento a un messaggio telefonico che l'atleta avrebbe inviato ad alcuni compagni in cui si esternava la volontà di "fare fuori" l'allenatore. Un messaggio che ha trovato l'ostracismo di alcuni compagni che hanno riferito l'accaduto al presidente Barilli che è arrivato alla determinazione di sospendere il giocatore e poi di deferirlo al collegio arbitrale chiedendo la rescissione del contratto. Va detto che tutto questo era accaduto nel corso della gestione Zauli anche se poi sono stati il ds Varini e di conseguenza il tecnico Apolloni a decidere di mettere fuori rosa Parola per motivi disciplinare. Tutto questo era accaduto dopo la partita di Lumezzane mentre alla vigilia il trainer granata aveva solo parlato, in merito alla non convocazione di Parola, di una sua scelta tecnica perché il giocatore non rientrava nei suoi programmi tecnici. Dall'8 gennaio Parola si è allenato da solo. di Wainer Magnani wREGGIO «Andrea Parola deve essere reintegrato entro cinque giorni nella Reggiana». E' questa – in sintesi – la decisione del collegio arbitrale che ieri ha accolto la richiesta del centrocampista, rigettando l'istanza presentata dal presidente Alessandro Barilli che chiedeva la rescissione del contratto biennale per gravi motivi disciplinari. Il Collegio Arbitrale ha ordinato alla Reggiana il pieno rispetto del contratto collettivo firmato tra la Lega e l'assocalciatori e ne ha obbligato, entro cinque giorni, il reintegro in organico. Andrea Parola torna a tutti gli effetti, dopo quasi due mesi, un giocatore a disposizione del tecnico Gigi Apolloni. Ora spetterà al tecnico, in sintonia con la società, valutare quale posizione prendere. Diverse sono le strade possibili: la conferma di quanto annunciato l'8 gennaio quando la società dichiarò Andrea Parola fuori rosa per motivi disciplinaro. In questo caso la Reggiana dovrà consentire all'atleta pisano di spogliarsi con i compagni e di avere a disposizione un allenatore di pari livello, dunque con il patentino di Seconda categoria. Ovviamente la società dovrà rispettare il contratto e dunque onorare le spettanze economiche. Ricordiamo che Parola ha un contratto con scadenza nel giugno del 2014. Un altro percorso è quello di un chiarimento tra Andrea Parola, la società, il tecnico Apolloni e soprattutto i compagni di squadra. La possibilità di resettare tutto ciò che è successo seppellendo il passato per ricominciare pensando al bene della Reggiana. Andrea Parola è un giocatore che per caratteristiche tecniche non rientra appieno nei progetti di Apolloni ma ciò non significa che non possa essere d'aiuto per conquistare la salvezza. Del resto la Reggiana ci deve fare i conti perché Barilli non si può permettere il lusso di pagare l'atleta per due anni. C'è una terza soluzione che spetterà, probabilmente, alla nuova proprietà: arrivare alla rescissione consensuale del contratto. In pratica saldare anticipo il suo ingaggio. In questo caso la Reggiana avrà un risparmio effettivo perché non dovrà versare i contributi. Ma si tratta pur sempre di un esborso attorno ai 100mila euro e che ovviamente, oggi come oggi, Barilli non si può permettere. Andrea Parola, che ieri era presente a Firenze assieme al suo avvocato Matteo Sperduti, ha preferito non commentare quanto deciso dal collegio arbitrale anche se ha manifestato l'affetto e l'attaccamento alla maglia granata. Del resto Parola in questi due mesi è sempre rimasto a Reggio e ha continuato ad allenarsi alla palestra Fit Village. Il suo unico pensiero è stato quello di dimenticare in fretta questo episodio per poter ricominciare con lo stesso entusiasmo e determinazione. Vuole cancellare questi due mesi da emarginato. E' logico che tra Parola e il resto della squadra si è creata una frizione, per non dire una spaccatura che per poter ricominciare da capo dovrà essere rinsaldata. E' fondamentale un chiarimento, tenendo conto delle difficoltà personali con cui Parola ha dovuto convivere.