Ngf, la molecola che aiuta la vita

Tenace, combattente, grande donna. Sono gli aggettivi che ricorrono nei messaggi di cordoglio arrivati dal mondo della politica per la morte di Rita Levi Montalcini. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha appreso della scomparsa di Rita Levi Montalcini direttamente dalla nipote Piera, alla quale ha espresso commossa partecipazione e il cordoglio del Paese: Luminosa figura della storia della scienza e orgoglio per l'Italia, l'ha definita Napolitano. E il premier Mario Monti la ricorda come una donna carismatica e tenace, che ha dato battaglia per tutta la vita per difendere i valori in cui credeva. L'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi la definisce una donna straordinaria, un dono che raramente un Paese può vantare di possedere e che ha servito sempre con tenacia incredibile le ragioni della democrazia e della libertà. ROMA È un "meraviglioso" tuttofare, la molecola scoperta dal Nobel Rita Levi Montalcini. A oltre 60 anni dalla scoperta del fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, Ngf) è ormai sempre più chiaro che questa proteina entra in gioco anche nel controllare fenomeni finora sfuggiti a ogni formula biochimica, come l'innamoramento. L' Ngf si sta dimostrando infatti "una molecola vitale" che Rita Levi Montalcini ha sempre considerato importante tanto nello sviluppo dell'individuo quanto in quello della specie umana. Quando l'Ngf venne scoperto (l'11 giugno 1951, come lei stessa ricordava), la sua importanza sembrava legata unicamente al sistema nervoso. Oggi le applicazioni più promettenti sono quelle legate ad una possibile terapia dell'Alzheimer e i primi test sono stati condotti negli Stati Uniti, dove l'Ngf è stato "impacchettato" in un virus innocuo e iniettato nel cervello per stimolare la formazione dei neuroni nelle aree lesionate. In Italia la molecola si è sperimentata sotto forma di collirio per curare le ulcere della cornea. Allo studio anche la possibilità di sperimentare l'Ngf contro la sclerosi multipla. Molte delle ricerche che stanno lentamente avvicinando l'Ngf al letto dei pazienti sono condotte nell'Istituto Europeo per le Ricerche sul Cervello (Ebri) voluto e presieduto da Rita Levi Montalcini. Per esempio, uno dei suoi più stretti collaboratori, Pietro Calissano, ha messo a punto all'Ebri un metodo di coltura delle cellule nervose nel quale è possibile riprodurre gli stessi danni prodotti dalla malattia di Alzheimer. Sembrano esserci nuove prospettive anche per combattere forme di depressione particolarmente difficili da trattare.