IL PREMIER LA CHIESA I CATTOLICI

di FERDINANDO CAMON C'è un ritorno in grande stile del rapporto Chiesa-politica: Monti è un cattolico praticante, ma non come Berlusconi che passava le serate e le settimane e gli anni a fornire ignominiosi scandali al mondo allocchito, Monti è irreprensibile, il suo ministro Riccardi ha un ruolo di vertice in una meritevole associazione cattolica socialmente benefica, la Comunità di sant'Egidio, il programma che dovrà seguire il governo che nascerà dalle elezioni, la cosiddetta Agenda Monti, Monti l'ha pensato e scritto rifugiandosi in un istituto religioso, l'"Osservatore Romano" parla di nuova era politica, di politica "alta", l'"Avvenire" cita le promesse mancate del precedente governo, e insomma nel mondo cattolico si respira aria di rinascita, l'avvento di qualcosa che ricorda la democrazia cristiana. È possibile? I cattolici aspettano un nuovo partito che li rappresenti? L'attenzione benevola del vertice della Chiesa si traduce in una benevolenza anche della base? La linea che va dal Vaticano alle parrocchie funziona ancora? O è stata tagliata, diciamo dalla storia? I cattolici sono da considerarsi senza-partito, o la maggioranza di loro è accasata da qualche parte? E dove, a destra o a sinistra? Berlusconi ha avuto il consenso dei cattolici, della base (votante) e del vertice (regnante), ma l'ha sperperato. A differenza dell'uomo luterano o del liberale o del laico, l'uomo cattolico è costruito sull'obbedienza, quindi sulla gerarchia. Sta sempre con gli occhi in su, a osservare il capo. Il capo deve apparire "degno". Berlusconi ha fallito questo ruolo, sta cercando in tutti i modi di riappropriarsene, ma non è più possibile, la Storia è andata avanti e non torna indietro. La Storia ha lavorato molto, e al prezzo di angoscianti traumi, nel campo dei nuovi diritti umani. Si è svolta una battaglia sul corpo di Eluana, ogni famiglia l'ha combattuta con tutto il carico di passione di cui disponeva, e Berlusconi ha combattuto in maniera rozza, indelicata, senza pietà, senza psicologia: è entrato con un ago lungo e doloroso nella coscienza di ciascun italiano, ha raggiunto un nervo delicato, e lo ha trafitto. Era come se Eluana morisse in ogni casa, e la cinica dichiarazione del leader politico ("può partorire") offendesse ogni famiglia. Marciando sulla strada dei diritti umani sulla fine della vita, la Storia ha marciato anche sui diritti civili degli omosessuali. Qui c'è un problema enorme: quelli che la Chiesa chiama (giustamente, dal suo punto di vista) "valori non negoziabili" (la fine della vita appartiene a Dio, la coppia è composta di un uomo e una donna, la famiglia c'è dove ci sono o possono arrivare dei figli, non sono ammissibili due padri o due madri, l'amore omosessuale è una perversione contro la Natura, contro Dio e contro l'umanità), sono negoziabili per la base dei cattolici? Per Monti e i montiani? Per Bersani e i bersaniani? Rispondere a questa domanda significa prevedere dove può andare una buona parte del voto dei cattolici. C'è una sorpresa in questa vigilia elettorale: Monti ha preparato la sua agenda (in latino significa "le cose da farsi") e non ha dedicato neanche una parola ai valori negoziabili o non negoziabili. Come se il problema non esistesse. E invece il problema c'è, vasto e delicato. A sinistra, nel campo di Bersani, la discussione ha già una lunga e tribolata storia, e le proposte esistono. Non definitive, ma esistono. Ormai i cattolici progressisti si radunano lì. Dall'altra parte l'ortodossia agisce non come una convocazione a discutere, ma come un richiamo all'ordine: sic est. Diciamo allora che il silenzio di Monti richiama questi altri cattolici, gli integralisti. Chi sono? Quanti sono? Monti è un tecnico, e questo è terreno etico, ma la battaglia si combatte anche qui, su questo terreno dei valori "intrattabili". E dunque Monti non ricompatta il mondo cattolico, ma lo spacca, e attira a sé la componente più dura, quella dei princípi al di sopra della vita. Per i cattolici la scelta sarà fra il Dio al di sopra della Storia e il Dio che è nella Storia. Sarà una battaglia durissima. Siamo appena agli inizi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA