Le spese allegre di Bossi jr: 22 mila euro

MILANO Dal frigorifero alle gomme da masticare, dalla spesa all'Apple Store agli spazzolini col nome, dal localizzatore autovelox a un fiume di aperitvi. E' lunga la lista delle spese che Renzo Bossi avrebbe fatto con soldi pubblici che emerge dagli atti dell'inchiesta milanese sui presunti rimborsi illeciti al Pirellone. L'elenco delle fatture presentate, per un totale di 22 mila euro, dall'ex consigliere regionale sono contenute nell'invito a comparire notificato ieri con la convocazione in Procura per il 10 gennaio. C'è la fattura per l'acquisto di un frigorifero da 159 euro, comprato il primo agosto 2011 al Mediamarket. Figurano poi voci come spremuta d'arancia e brioches farcite, Vigorsol, alpenliebe, acqua e caffè, salatini, big fruit bosco, Red bull più sigarette, Morositas, birra più toast, pizza bianca. E anche qualche cena, come una da 120 euro per 5 menù o un'altra da 235 euro pagati il 21 novembre 2010 per 7 coperti al Ristorante Milano. Ci sono anche 22,90 euro spesi in pasticceria il 13 dicembre 2011, 210 euro per 4 focaccia, 24 aperol, 5 sanbitter, 2 acqua del 3 ottobre 2011 al locale Cantina 61 e ben 1.740 euro per prodotti acquistati all'Apple Store il 20 settembre 2011. Il 3 settembre dello stesso anno, invece, il figlio del Senatur avrebbe speso 188 euro per prodotti di tecnologia di vario genere, tra cui un antivirus e un Coyote autovelox, programma che consente di localizzare gli autovelox e quindi di conseguenza diminuire la velocità. Il 2 agosto 2011 ecco invece una spesa da 41 euro per birra, red-bull, due spazzolini con nome, caramelle varie. E non mancano anche un orologio Oregon o salviette rinfrescanti, bibite e focaccia. Sempre nel 2010 Renzo Bossi avrebbe poi speso soldi pubblici anche per bere Mojito, Campari e Negroni in un locale milanese. In particolare il 6 luglio avrebbe pagato 24 euro per 3 cocktail all'Hollywood Living. La sera prima: altri 24 euro per tre Aperol Spritz. E mentre papà Umberto Bossi si dice sereno, Intanto altri 37 consiglieri (o ex) del Pirellone (22 del Pdl e 15 della Lega) sono finiti nell'inchiesta accusati anche loro di peculato. Gli esponenti politici indagati per aver ottenuto rimborsi illeciti sono così saliti a quota 62, tra cui anche il vicepresidente del Senato, Rosi Mauro che ieri si è presentata spontaneamente in Procura: Ho comprato pc e stampante per i miei collaboratori - ha chiarito - erano spese regolari. Ora, in pratica, l'inchiesta sui presunti rimborsi illegali coinvolge quasi tutti (tranne quattro) gli eletti di Pdl e Lega nel Consiglio regionale lombardo nel 2005 e nel 2010, in due legislature. Dal canto suo ieri il presidente Roberto Formigoni ha dapprima cercato di smarcarsi dalla Lega: Noi siamo il Pdl, chiediamo di evitare di essere confusi con quelli delle cartucce da caccia o dei banchetti nuziali. Il 90-95% delle spese del gruppo Pdl sono state legittime. Quindi se l'è presa con i gruppi di opposizione: Hanno attinto di più ai fondi del consiglio regionale rispetto alla maggioranza. Pronta la risposta: Le nostre spese sono sul web.