Ciclone Benigni: si ripresenta, Signore pietà

ROMA Si è ripresentato, Signore pietà. E' la sesta volta, la settima ha detto che si riposa, anche lui. E' ripartito dal suo bersaglio preferito Roberto Benigni. Ed è a Silvio Berlusconi che il comico toscano ha dedicato ieri l'apertura leggera della serata evento dedicata alla Costituzione - La più bella del mondo - andata in onda ieri sera in diretta su Rai Uno. Benigni è entrato negli studi del Teatro 5 di Cinecittà a passo di marcia, accolto da un fragoroso applauso. E nella prima mezz'ora ha galvanizzato il pubblico prendendo di mira i politici medievali, la crisi, la corruzione, la destra e la sinistra, tra scandali, orge e ruberie. Ma a tenere banco è stato il ritorno in campo del Cavaliere che ha diviso gli italiani: metà contrari e metà disperati. Silvio mi vuole bene, ma a parte quella cosa là non sappiamo cosa abbia in testa. Ha disorientato anche Maroni e disorientare Maroni che è abituato a sentire Bossi ce ne vuole, ha detto. Insomma un manicomio con Berlusconi che come un disco rotto continua a parlare di comunisti e di magistrati che per lui sono come i Rolling Stones ed insegue il suo sogno. Quale? Quello di diventare presidente della Repubblica con il suo ritratto in tutti gli uffici pubblici. Che poi sarebbe l'unico modo di vederlo in una caserma dei carabinieri. E allora? Allora Monti, per favore, candidati tu che lui si leva. Semmai ti si trova anche una comparsa. Poi via alla lezione sulla storia della Costituzione che nella prima parte, quella dei diritti e dei doveri non si può toccare assolutamente. La nostra carta, ha detto Benigni, ha due nemici: l'indifferenza alla politica e l'idea di non votare, un diritto per il quale sono morte milioni di persone. Se ti chiami fuori dal voto sei come Ponzio Pilato. Ti metti in mano alla folla. E la folla sceglie sempre Barabba. (n.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA