Pdl, è fuga dal Cavaliere in tanti lo abbandonano

di Nicola Corda wROMA A Bruxelles con Silvio restano solo in quattro. La delegazione italiana del Pdl che aderisce al Ppe si frantuma. Sulla graticola erano finite le dichiarazioni molto dure del presidente Mario Mauro che aveva criticato le scelte di Berlusconi e la deriva antieuropeista del partito. Monti è necessario anche domani - ha sostenuto Mauro al fianco del capogruppo dei popolari europei Joseph Daul - a un periodo di follia segua l'assunzione della responsabilità. Ieri dopo una riunione ad alta tensione, in difesa del Cavaliere si sono schierate solo l'ex annunciatrice tv Barbara Matera e Licia Ronzulli che poche ore prima aveva chiesto a Mauro di lasciare la carica di capodelegazione. Assalto fallito: le due europarlamentari riescono a portare sulle loro posizioni solo Vito Bonsignore e Alfredo Pallone. Insomma, la fronda ha sortito l'effetto contrario e ora per Berlusconi la riunione di domani del Ppe, si presenta molto in salita perché al confronto con Daul ci arriva con le truppe decimate. Un ritorno in campo quello del Cavaliere sempre più movimentato e con i malumori nel partito che non accennano a placarsi. Proprio il capogruppo a Strasburgo Mario Mauro, con un piede fuori dal Pdl, spacca anche la componente cattolica. Con i vertici della Chiesa schierati apertamente con Monti, ora anche Comunione e Liberazione (di cui Mauro è un punto di riferimento) prende le distanze con il direttore del settimanale Tempi, Luigi Amicone. Con Berlusconi resta ancora Maurizio Lupi, il cui ruolo con Formigoni diventa determinante nella trattativa per le liste. Verso un progetto centrista che pesca nel bacino cattolico oltre a Beppe Pisanu, ci sarebbero anche Sacconi e per la prima volta compare il nome del capogruppo vicario del Senato Gaetano Quagliariello, entrambi colpiti dalla scomunica arrivata da Oltretevere. Crosetto e Meloni proseguono la battaglia per le primarie e l'altro nome pesante in uscita è l'ex ministro degli esteri Frattini che potrebbe seguire Isabella Bertolini e la formazione Italia Libera, sganciatasi dal partito ancor prima dell'addio a Monti. Da tutti smentito, lo spacchettamento del Pdl prosegue senza sosta. Già oggi gli ex An potrebbero decidere la separazione: Alemanno, Gasparri e La Russa lavorano a una lista apparentata sotto il nome di Centrodestra nazionale. Una scelta obbligata specie dopo l'annuncio di Berlusconi di voler ricandidare solo il 10 per cento dei parlamentari uscenti. Decisione che ieri alla Camera ha gettato nel panico mezzo Transatlantico quando dentro la lista dei rottamati hanno cominciato a circolare nomi come Brambilla, Carfagna, Fitto, Cicchitto e tanti altri che Silvio ha già inserito nella "black list. ©RIPRODUZIONE RISERVATA