BENZINA SULLE FIAMME DELLA CRISI

di FRANCESCO MOROSINI La crisi di governo che si è appena aperta è paradossale. E la prossima campagna elettorale lo sarà, se possibile, ancora di più. Il Pdl dell'onorevole Berlusconi, infatti, si è fatto al governo tutta intera la legislatura. Prima col suo leader alla presidenza del Consiglio, in alleanza con la Lega; infine, nell'ultimo anno, come "azionista principale" (per peso parlamentare) del governo presieduto dal senatore Mario Monti. Poi, la decisione del Pdl stesso di rompere col governo a fine legislatura. In tal modo, conseguentemente, si troverà a fare campagna elettorale contro le decisioni da esso stesso votate. E che senza il suo consenso mai e poi mai avrebbero potuto passare. Tant'è che è bastato si scansasse da Monti in Parlamento per portare alle politicamente doverose dimissioni dell'esecutivo. Certo, le scelte del governo Monti sono pesanti. Una medicina assai al contempo amara e utile, per i loro fautori; viceversa in toto opinabili, per altri. Ma entrambe le cose assieme no. Il paradosso è evidente: chiedere consenso criticando la propria stessa azione politica. Funzionerà? Berlusconi è un genio del marketing politico; quindi, chissà. Il rischio, tuttavia, è che una campagna elettorale dove uno dei pilastri della democrazia italiana, ossia il centrodestra, fa show di contorsionismo politico devasta internazionalmente la credibilità italiana. CONTINUA A PAGINA 20