LA LOGICA DEL TANTO PEGGIO

di RENZO GUOLO Le dimissioni di Monti dopo l'approvazione della legge di stabilità rovesciano il gioco iniziato con la ricandidatura di Berlusconi e la conseguente uscita dalla "strana" maggioranza del Pdl. Una mossa drammatica - l'Italia andrà al vertice sul bilancio Ue con un governo in carica per l'ordinaria amministrazione e, soprattutto, sotto gli sguardi attoniti dell'Europa e quelli, più minacciosi, dei mercati - ma che permette a Monti di non farsi logorare dal Cavaliere. Fare l'opposizione senza sfiduciare formalmente il governo; avere più tempo per organizzare, mediaticamente e politicamente, una campagna elettorale che non si annuncia facile; affossare, senza prendersene ufficialmente le responsabilità, provvedimenti come la riforma della legge elettorale, l'incandidabilità negli organi elettivi dei condannati in via definitiva, l'accorpamento delle Province. Questa era l'intenzione di Berlusconi. La decisione di Monti di non farsi logorare per tre mesi in un continuo Vietnam parlamentare mette Berlusconi davanti alle sue responsabilità. Se antimontismo dev'essere, ha voluto dire con il suo deciso gesto il Professore, lo sia fino in fondo! Per la felicità delle amazzoni e dei fedeli a oltranza nel Pdl e lo sconcerto di quanti, fuori e dentro il paese, temono un ritorno in campo del Cavaliere. E' chiaro, infatti, visti i sondaggi, che non solo la maggioranza degli italiani ma anche i mercati, e altri poteri forti interni ed esterni, dalla Chiesa alla borghesia italiana meno attratta dalle sirene del populismo, dalla Germania agli Stati Uniti sino all'esterrefatto Ppe, non desiderano il ritorno a Palazzo Chigi di un uomo che rischia di destabilizzare non solo l'Italia ma, per il possibile effetto domino, l'intero quadro europeo. Ma questo a Berlusconi, poco importa. In ballo non c'è la "rivoluzione liberale", lo spirito del'94 ma, divenute velleitarie le possibilità di vittoria, il tentativo di garantirsi una rendita politica imperniata su un centinaio di parlamentari, nominati con il Porcellum: una guardia pretoriana destinata a tutelare i suoi interessi in materia aziendale e di giustizia. Sperando che una campagna elettorale contro il governo Monti e i partiti che lo hanno sostenuto lealmente, gli consenta, unitamente al successo grillino, di rendere ingovernabile il Parlamento. Sta agli italiani sventare, nelle calde elezioni in cappotto di febbraio, una prospettiva che precipiterebbe il paese nel baratro. Certo, l'anticipo di poche settimane non sposta troppo la soluzione originariamente ipotizzata per il voto. Cambia, però, politicamente. Non solo perché il duro scontro tra Monti e Berlusconi manda in soffitta ogni già vaga possibilità di riedizione di un governo di larga coalizione, ma perché muta le prospettive di Monti. Una volta uscito dal ruolo superpartes nei confronti dei partiti della "strana" maggioranza - le dimissioni sono il gesto più politico sin qui fatto dal tecnico per eccellenza - il Professore potrebbe decidere di candidarsi. Una prospettiva che rischia di cozzare contro il Pd. Difficilmente, dopo il successo delle primarie, Bersani potrà ritirare la sua candidatura. A meno che dalla prossima settimana i mercati votino insistentemente e pesantemente con lo spread - tutt'altro che una favola, come finge di ritenere il ricchissimo Berlusconi e come invece sanno gli italiani - per determinarne il ritorno. In quel drammatico caso la contraddizione si scaricherebbe tutta dentro la probabile coalizione tra Pd, Udc e liste montiane, prospettiva obbligata per ridare un po' di stabilità al Paese. In attesa delle decisioni di Monti, si prefigura una campagna elettorale imperniata sul populismo antieuropeo del Cavaliere, sulle consuete parole d'ordine contro la magistratura, nuovamente bersaglio polemico in vista delle sentenze in arrivo. Condita dall'offerta alla Lega della candidatura di Maroni alla guida della Lombardia. In cambio di una rinnovata alleanza alle politiche. A volte ritornano, titolava un celebre racconto di King. A volte i morti afferrano i vivi. Ecco, il Cavaliere è di nuovo tra noi. Rifiutarne l'abbraccio mortale è questione di sopravvivenza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA